La famiglia minima, condizione alla quale ambivo all’età di 12 anni come antidoto alla mia famiglia composta da padre, madre e nove fratelli. Da allora presi a cercare la solitudine seguendo l’indicazione di Montaigne: ‟Ritiratevi in voi, ma prima preparatevi a ricevervi. Sarebbe una pazzia affidarvi a voi stessi se non vi sapete governare. C’è modo di fallire nella solitudine come nella compagnia”. E fin qui siamo alla solitudine cercata, quella per cui Sartre diceva: ‟L’inferno sono gli altri”, ma poi aggiungeva: ‟E’ anche vero che si vive come un inferno la loro assenza”. Ed è di questo inferno che oggi vorremmo occuparci. A Milano su 677 mila famiglie ben 334 mila sono composte da una sola persona, dove la maggioranza è costituita da single che non hanno fatto una scelta, ma in questa condizione si sono trovati per contingenze della vita, sorte infausta, ineluttabilità, come possono confermare i 106 mila single over 65, vittime di una solitudine non scelta, interrotta solo da tentativi di socialità forzate. Sono persone che si nutrono di sentimenti di perdita e di abbandono, di isolamento e di emarginazione. Ricerche mediche americane condotte nel 2005 ci dicono che la solitudine è la prima causa di suicidi (al secondo posto la depressione, che spesso accompagna la solitudine) a cui si aggiunge la compromissione della salute fisica, se è vero che dopo dieci anni di solitudine la possibilità di contrarre gravi malattie è doppia rispetto alle persone che hanno una buona socializzazione. Quasi una conferma ‟biologica” della definizione aristotelica dell’uomo come ‟animale sociale”, non solo per bisogno di scambio e di comunicazione. Ipertensione, insonnia, cefalea, astenia, problemi di alimentazione sono i sintomi che, secondo queste ricerche, caratterizzano coloro che vivono soli. Non sanno con chi andare, non sanno con chi parlare, non sanno perché devono continuare ad alimentarsi. Un ‟buongiorno” e un ‟buonasera” quando si incontra il vicino di casa, e poi più nulla, se non frustrazione per quei specifici bisogni sociali che vanno dall’intimità all’attaccamento, dall’amicizia all’appartenenza a una comunità, con conseguente limitazione dei desideri, delle aspirazioni, dell’autostima, fiancheggiando di continuo il baratro della depressione. Henry David Thoreau, filosofo americano del XIX secolo, ha lasciato scritto: ‟Avevo tre sedie in casa: una per la solitudine, due per la compagnia, tre per la società”. A Milano, ma penso che questa condizione sia comune a molte città italiane, due di quelle tre sedie restano immancabilmente vuote e, riflettendosi in quel vuoto, la vita si attorciglia nei pensieri più funesti. Il sentimento si inaridisce e lo spazio che ancora concede si riempie di tristezza che, per pudore o per non palesare la propria condizione, non si ha neppure la forza di comunicare. Se questa è Milano, e probabilmente non solo Milano, che ne sa la politica di questa dolorosa e così diffusa condizione? E soprattutto che ne è del futuro di una società dove la metà delle famiglie è composta da una sola persona che, oltre a non generare, perde anche competenza sociale e capacità di relazione? E qui neppure l’assidua frequentazione di Internet li può aiutare, perché non è di fronte a un video che si scalfisce l’isolamento, così come non è comunicazione quella che ci si scambia tra volti ignoti.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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