Sin dall’antichità, purtroppo, la zona del Peloponneso è nota per i terremoti più violenti. Dopo quello, celeberrimo, provocato dallo tsunami (più violento della devastante onda di 40 metri innescata dall’eruzione del vulcano Krakatoa nel 1883) che distrusse Thera (oggi Santorini) e le coste di Creta, il sisma più grave ricordato dai greci si verificò infatti a Elice, fiorente cittadina sulla costa meridionale del Golfo di Corinto. Era il 373 avanti Cristo. Nel racconto di Pausania, che descrive i diversi tipi di terremoto e la loro diversa gravità, quello di Elice era uno di quelli che di solito ‟viene paragonato a un uomo colpito da una febbre persistente, che emette respiri affannosi, accompagnati da sintomi analoghi che si manifestano in altre parti del corpo, in particolare nelle mani, sotto ambedue i polsi. Allo stesso modo, dunque, dicono che il terremoto penetra direttamente sotto gli edifici e ne scuote le fondamenta. Questo fu il tipo di terremoto che colpì Elice, abbattendola; e al terremoto, a quanto dicono, si aggiunse anche un’altra sciagura. Il mare invase gran parte del territorio, e circondò completamente la città. Dopo l’improvvisa scossa di terremoto provocata dal dio e la contemporanea inondazione delle acque marine, i flutti trascinarono via Elice e tutti i suoi abitanti”. (Paus., VII, 24, 11-12). L’evento rimase impresso a lungo nella memoria dei greci. In particolare, si dice, impressionò a tal punto Platone da contribuire, forse, a ispirargli il racconto di Atlantide, inghiottita dai flutti esattamente come Elice. Anche la precedente ‟cancellazione” di Thera (Santorini) fu accomunata al mito di Atlantide: a immaginarlo è stato il famoso archeologo Spiridion Marinatos. Per lui Atlantide era Thera.
Eva Cantarella

Eva Cantarella

Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Tra le sue opere ricordiamo: Norma e sanzione in Omero. Contributo alla protostoria del diritto greco (Milano, 1979), Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico (Milano, 1987; 2006; In Ue Feltrinelli, con nuova prefazione dell'autrice, 2016), Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio? (Milano, 2007), I comandamenti. Non commettere adulterio (con Paolo Ricca; Bologna, 2010), “Sopporta, cuore...”. La scelta di Ulisse (Roma-Bari, 2010). Per Feltrinelli ha pubblicato Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia (1996), Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto (2002, premi Bagutta e Forte Village), L’amore è un dio. Il sesso e la polis (2007, premio Città di Padova per la saggistica; “Audiolibri-Emons Feltrinelli”, 2011), Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’antica Roma (2009), L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana (2010), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2011), Pompei è viva (con Luciana Jacobelli; 2013), Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi (2014), Non sei più mio padre. Il conflitto tra genitori e figli nel mondo antico (2015), L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro (con Ettore Miraglia; 2016), Come uccidere il padre. I problemi della famiglia dai romani a noi (2017), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2018), Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019) e ha tradotto Le canzoni di Bilitis (2010) di Pierre Louÿs. Nella collana digitale Zoom è uscito L’aspide di Cleopatra (2012). Per Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare (La Nave di Teseo, 2018) e per la sua opera in generale, ha ricevuto recentemente il premio Hemingway e il premio Pescasseroli.

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