Le dichiarazioni dello scrittore e del critico cinematografico rilasciate a ‟la Repubblica” all’indomani della morte di JG Ballard.

Tommaso Pincio: Aveva un’idea catastrofica del progresso
Secondo Martin Amis nessuno può essere paragonato a Ballard. A renderlo unico era il modo di rivolgersi al lettore, tutto teso a solleticare zone inesplorate o dimenticate del cervello. Pensare a lui come a un narratore di fantascienza è riduttivo e improprio. Lo stesso Ballard, del resto, ha specificato più volte che il cuore della sua opera non è tanto il futuro in sé, quanto la rappresentazione della psicologia del futuro. Non per nulla in gioventù meditava di diventare psichiatra.
Le sue raggelate distopie orwelliane hanno di fatto reso superflua la fantascienza. L’hanno trasformata in un’esplorazione dell’idea di futuro che l’uomo cova dentro di sé. È un avvenire al contrario, quello che Ballard ci ha raccontato. Un futuro dove progresso, tecnologia e organizzazione sociale si risolvono fatalmente in catastrofe, dove il regredire diventa la via maestra per la sopravvivenza, dove il migliore dei mondi possibili è quello che abbiamo già perso e distrutto.

Enrico Ghezzi: Quel profeta della società dello spettacolo
Un De Sade aggiornato con la tecnologia, ma anche un uomo, il primo dopo Guy Debord, in grado di riflettere con lucidità e profezia sulla società dello spettacolo. Questo era J. G. Ballard, secondo Enrico Ghezzi.
‟Rispetto a Dick - spiega il critico - Ballard era un profeta che si riferiva molto di più a se stesso, alla sua autobiografia. Penso a L’impero del sole, divenuto film di Spielberg, dove riesce a fare epica con la sua storia di guerra vissuta da bambino come un fantasy”. Se Crash, portato al cinema da David Cronenberg, è diventato un ‟capolavoro ancora più raggelato del testo letterario”, c’è un romanzo di Ballard non diventato pellicola che secondo Ghezzi è già grande cinema in sé. È The Atrocity Exhibition, ‟un grande kolossal che è già messinscena in sé e per sé, la registrazione della morbosità nel quotidiano hollywoodiano”. ‟Per queste ragioni”, continua Ghezzi, ‟tra Ballard e Dick non so scegliere. Scelgo Ballardick”.
J.G. Ballard

J.G. Ballard

James Graham Ballard (1930-2009) è considerato uno dei più interessanti e originali scrittori inglesi contemporanei. Innovatore della letteratura fantascientifica, si concentra sugli effetti che la modernità produce su psiche e società. Ha scritto il suo primo romanzo, Il mondo sommerso, nel 1961. Da Crash, pubblicato nel 1973, David Cronenberg ha tratto l'omonimo film. L'Impero del Sole, apparso nel 1984, sull'esperienza autobiografica in un campo di prigionia, è stato portato sullo schermo da Steven Spielberg. Feltrinelli ha pubblicato: Super-Cannes (2000), La mostra delle atrocità (2001), Il condominio (2003), Millennium People (2004), Crash (2004), Il mondo sommerso (2005), Foresta di cristallo (2005), L'Impero del Sole (2006), Regno a venire (2006), L'isola di cemento (2007), Un gioco da bambini (2007), Cocaine Nights (2008), Il paradiso del diavolo (2008), I miracoli della vita (2009), Tutti i racconti. Vol. I. 1956-1962 (2015), Vol. II. 1963-1968 (2016) e Vol. III. 1969-1992 (2019), Sogno S.p.A. (2019), Hello America (2020).

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