A quanto si legge da anni sui giornali, l'elettorato Usa è diviso in due blocchi: quello democratico è composto da professori ebrei della East Coast, scrittori alcolisti del Village e anziane coppie di pittrici lesbiche che leggono il ‟New Yorker”. Il blocco repubblicano è composto da tutti gli altri: brave massaie, onesti padri di famiglia, volonterosi studenti. E dunque la domanda è: come è possibile che professori ebrei, scrittori alcolisti e pittrici lesbiche siano così numerosi da avere messo in minoranza un'intera nazione? Abbiamo raccolto alcuni pareri tra gli esperti.

Karl O'Hara, columnist del Badaloosa News
"Qui a Badaloosa non riusciamo a raccapezzarci. Tutto sembra andare come è sempre andato: i padri curano il prato con il tagliaerba, le madri preparano la torta di mele, i ragazzini fanno skate-board sul marciapiede. Non riesco a credere che tutto questo sia in pericolo. Se quello vince, i ragazzini prepareranno la torta di mele e le madri faranno skate-board sul marciapiede, vi rendete conto che schifo di torta di mele potrà venirne fuori? E che spaventose fratture per le nostre donne? L'unica certezza è che, Obama o non Obama, i padri continueranno, per generazioni, a passare il tagliaerba sul prato. Ma tutto il resto, credetemi, rischia davvero di andare a catafascio".

Reverendo Pumpkin, predicatore
"Sta scritto: 70 volte sette giudicherai te stesso, e 70 volte sette ritroverai il cammino. E sta scritto anche: la forza del tempo prosciuga i mari e raffredda i vulcani. Lo so, non significa un cazzo. Ma è il genere di indicazioni elettorali che impartisco ai miei fedeli. Forse se avessi detto: votate McCain e lasciate perdere quel negro arricchito, oggi non saremmo a questo punto".

Samuel Rosenberg, politologo di Harvard
"La morfologia rinnovata del ceto medio americano non corrisponde più alla forte discrasia tra gli interessi emergenti e le nuove velleità presenti nel corpo sociale. Non è dunque necessario chiedersi se i flussi elettorali inseguono quelli epocali, o se siamo in presenza di un andamento carsico delle tendenze. Dipende dall'andamento della crisi, dal genere di interdipendenze che andranno a crearsi. Non trovate?".


Geena Paulin, autrice del libro ‟Chicago Zen”
"Oh. Obama. Ehm. è così, così intenso. Io gli ho visto l'aura. È indaco. Ha l'aura indaco. Lo so, non è acquariano, ma il flusso, qui in California, è di nuovo quello dei vecchi tempi. È un flusso indaco. Come dice? Non siamo in California?".

Belinda Goofey, polemista repubblicana
"Io sono ricca, ero la più carina del college, ho i capelli biondi e lisci, ho sposato un campione di football che aveva la decappottabile, vado al club tutti i sabati, gioco a golf tutte le domeniche, credo in Dio e nella famiglia, voto repubblicano perché amo la mia Patria. Trovo che Obama sia molto banale".

Rasp Olsen, portavoce del Fronte Sudista Tradizionalista Conservatore Nazionalista Isolazionista Creazionista Fondamentalista della Contea di Millicon
"Venga qui a Millicon, a dirci che è lui il futuro presidente. Venga, venga, se ha il coraggio. No, dico, che venga a dircelo in faccia, se ha le palle. Venga, venga, lo aspettiamo. Io dico solo: che venga qui. Ah, me lo voglio godere, lo spettacolo. Oh cacchio, se ci voglio essere quando verrà! Voglio proprio vedere se viene! Ah ah! E adesso, per cortesia, mi rilegga la dichiarazione. Non mi fido di voi giornalisti".

George W Bush, presidente Usa
‟Ho studiato il problema. Baruk Osama non va bene, preferisco Mac Heine".

Daddy Raddy, rapper
"Uh? Le elezioni? Perché, ci sono le elezioni?".

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