Lo Stato: chi se ne ricordava più? I governi stavano assistendo del tutto impotenti al tracollo finanziario planetario, quando a qualcuno è tornato in mente lo Stato. Ridotto da anni a pure funzioni di rappresentanza (vertici, cerimonie, inaugurazioni), come un vecchio zio che sa come si fa il nodo alla cravatta, lo Stato era considerato un patetico residuo del passato dai vertici politici e finanziari dell'era liberista. Poi qualcuno ha pensato che questo vecchio signore, pur avendo le tasche vuote ormai da molti anni, avesse il fisico del ruolo (un po' alla Vittorio De Sica) per metterci la faccia, e potesse tornare buono per allargare il giro degli affari. Vediamo come.

Statomat
È il bancomat di Stato, un utilissimo surrogato che entrerà in funzione quando i bancomat privati, uno dopo l'altro, si spegneranno con un sibilo sinistro. Lo Statomat non prevede l'emissione di soldi (quali, poi?), ma fornirà gratuitamente ai passanti bigliettini con peso e altezza (calcolati a caso) e segno zodiacale, massime sulla salute, proverbi. Ogni 500 clienti, si avrà la sorpresa di vedere uscire dalla fessura dello Statomat una fetta di pane tostato, una bustina di semi di zucca, oppure una presina da forno, un sottobicchiere di cartone e altri utili oggetti per la casa.

Garanzia del risparmio
I vertici europei hanno deciso: sarà lo Stato a garantire i risparmi dei cittadini affidati alle banche. Ma come garantirli, visto che lo Stato è in rosso, e già di suo ha con le banche un debito terrificante? L'ipotesi di farsi prestare soldi a strozzo dai Casalesi è considerata impraticabile, perché i Casalesi, pur disponendo dei 900 mila miliardi di euro necessari, tutti in banconote da 100 euro, pretendevano che i ministri delle Finanze dei vari Stati europei andassero a prelevarli di persona in una sala giochi di Castel Volturno. Gli esperti puntano dunque a un Sdp (sistema debitorio perfetto) nel quale ciascuno dei tre attori (banche, cittadini, Stato) è indebitato fino all'inverosimile con gli altri due, in modo che il primo che si lamenta viene zittito con la speciale formula 'Senti chi parla'. "Un sistema di soli debiti", ha dichiarato il presidente della società di consulenza Eurofool, "è il migliore possibile, il più equilibrato. In una società di soli indebitati il potere di ricatto di tutti su tutti è fortissimo, e crea vincoli sociali saldi e duraturi. Non è certo un caso che la figura del creditore sia, da sempre, molto impopolare".

Assistenza pubblica
Lo Stato si farà carico dell'assistenza psicologica ai risparmiatori rovinati. Troppo costoso mettere un camper davanti a ogni banca per soccorrere i clienti collassati, lo Stato telefonerà direttamente a casa dei cittadini. Un disco preregistrato leggerà le cifre del debito pubblico, voce per voce, dimostrando che il dramma personale del singolo risparmiatore non è niente di fronte alla catastrofica voragine che sta per inghiottire l'intero paese. Già sperimentato, pare che il sistema sia ottimo: rincuorato, il cittadino sul lastrico si libera dei sensi di colpa e corre felice a sputtanarsi al video-poker i pochi spiccioli rimasti.

Statalizzazione dei debiti
Come già sperimentato con successo nel caso Alitalia, si torna al buon vecchio sistema di intestare allo Stato qualunque azienda fallita, banca in agonia, industria con l'acqua alla gola. "È fondamentale mantenere a livelli esorbitanti il cumulo debitorio dello Stato", spiegano gli esperti del ministero, "perché più enorme è il debito pubblico, meno influisce sul suddetto, in percentuale, ogni singolo debito".

Kit di sopravvivenza
È composto da un amo da pesca con cinque metri di lenza, una ristampa del volume 'Fossi e canali d'Italia' e un biglietto d'auguri del ministro Tremonti. Verrà inviato ai correntisti di tutte le banche italiane.

Torna alle altre news >>