La concorrenza spietata tra ‟Libero” di Maurizio Belpietro e ‟il Giornale” di Vittorio Feltri renderà particolarmente vivace la ripresa autunnale. Le due testate si contendono con ogni mezzo il pubblico di destra più appassionato. Ecco le prossime tappe della contesa.

Attacco all'‟Avvenire”
‟Libero” accusa ‟il Giornale” di essere stato debole e compromissorio con il quotidiano cattolico: con il titolo ‟Sono tutti finocchi!” Belpietro rivela che non solo il direttore, ma l'intera redazione dell'‟Avvenire” è omosessuale e si reca al lavoro in minigonna, come testimonia una negoziante dei dintorni che ha venduto ottanta minigonne negli ultimi due mesi. "Ottanta è esattamente il numero dei giornalisti dell'Avvenire", scrive Belpietro, "e questa non può essere una coincidenza". Feltri accusa il colpo e rilancia. Con il titolo ‟Finocchi anche i lettori!” accusa di omosessualità anche i lettori del quotidiano cattolico, nessuno escluso. Con una prosa insolitamente sorvegliata, Feltri spiega nel suo editoriale che "chi è abituato a inginocchiarsi spesso è già allenato a compiere atti sessuali contro natura". Prima pagina di ‟Libero” del giorno dopo: ‟E zoccole le sorelle”. Lettori in visibilio.

Altri scoop
‟Libero”: "Esiste anche una sorella di Prodi. Indovinate che mestiere fa?". ‟il Giornale”: "Gianni Agnelli non capiva niente di calcio. Quando il portiere prendeva la palla con le mani gridava ‘rigore!’". ‟Libero”: "Dalla scienza una speranza per gli intellettuali: possono guarire". 'il Giornale”: "Spetta a Luciano Moggi l'eredità degli Agnelli".

Strategie editoriali
La stagione dei titoloni insultanti mostra la corda. Il pubblico sembra saturo, vuole di più. La prima mossa è di Feltri: lancia la prima pagina col sonoro. Nelle edicole convenzionate l'edicolante, con un sovrapprezzo di soli dieci centesimi, leggerà urlando al cliente il titolo di prima pagina. Per la giornata d'esordio il titolo è ‟La sinistra sa solo grugnire”, gli edicolanti più abili riescono a leggerlo imitando scherzosamente il verso del porco. ‟Libero” passa al contrattacco. Arriva in edicola nella speciale carta piranha, che grazie alla sua composizione chimica divora le pile degli altri giornali. Feltri inventa il quotidiano arrotolato: arriva in edicola già pronto per essere dato in testa al lettore di sinistra gridandogli ‟vergogna!”. ‟Libero” non si lascia intimidire, e propone ai suoi lettori il formato lenzuolo, che ha un doppio pregio: è scritto in caratteri così enormi che anche le previsioni del tempo sembrano aggressive e insultanti, e se arrotolato ha le dimensioni e il peso di una clava.

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