Come mai il governo Berlusconi non ha ridotto le tasse, come aveva promesso in campagna elettorale? Lo abbiamo chiesto al ministro Giulio Tremonti, che molto correttamente ci ha inviato un memoriale che elenca tutte le ragionevoli cause di questa inadempienza.

1. Proprio il giorno che mi proponevo di varare la riduzione delle tasse, un raggio verde mi ha prelevato nel parcheggio del ministero e sono stato rapito dagli alieni. Ho spiegato a quegli omini fosforescenti, con i quali comunicavo telepaticamente, che dovevano immediatamente rilasciarmi perché stavo per ridurre le aliquote Irpef, ma mi hanno risposto che questa l'avevano già sentita e dovevo inventarmi una scusa migliore. Sono ancora trattenuto sull'astronave e sono riuscito a spedirvi fortunosamente questo carteggio buttandolo dall'oblò del gabinetto.

2. Nel momento esatto in cui stavo per firmare, ho avuto il colpo della strega e non potevo più chinarmi sulla scrivania.

3. Io volevo assolutamente ridurre la tasse, ma una fattucchiera mi ha trovato il malocchio e ho dovuto lasciare il paese portandomi dietro solo un decotto d'erbe e un paio di camicie di ricambio.

4. Non ci crederete, ma nell'istante preciso in cui pronunciavo la frase "Adesso voglio proprio ridurre le ta..", è caduto l'intonaco del soffitto e i pompieri hanno sgomberato il ministero a causa di una brutta infiltrazione d'acqua piovana.

6. Leggendo Jacopone da Todi ho avuto una crisi mistica e mi sono detto che le tasse sono l'ultimo dei problemi. Bisogna contemplare la maestà del Creato e lasciare perdere questi stupidi affanni materiali.

7. Mi sono infiltrato nella Jihad e per non dare nell'occhio devo scrupolosamente attenermi ai principi del Corano, che non prescrivono interventi sulle aliquote, almeno a breve termine.

8. Avevo lasciato il bollito sul fuoco e ho dovuto precipitosamente rientrare a casa, pregando i miei collaboratori di riporre in un cassetto il provvedimento in questione.


9. Sono molto malato, fin da bambino soffro di continue espettorazioni, la dovete smettere di tormentarmi.

10. Con il lavoro che ho da sbrigare, è comprensibile che uno non riesca a stare dietro a tutto quanto..

11. Sono improvvisamente impazzito. Canto in continuazione le gighe tipiche delle mie montagne, danzo nei corridoi, bacio sulla bocca tutti i funzionari del ministero e coltivo pomodori nel cesso. Hanno dovuto interdirmi.

12. Dovevo disputare una importante gara di go-kart, sport del quale sono molto appassionato, e finché non sarà finita la stagione di gara non posso recarmi al ministero. Punto al titolo regionale seniores.

13. Mi si è inceppata la stilografica dono della mia madrina di battesimo, e per scaramanzia io firmo le mie leggi solo con quella. Dovrò aspettare che il fedele riparatore di Sondrio, partito per un anno sabbatico in barca a vela, riapra bottega.

14. I miei familiari sono contrari, anche se non vogliono spiegarmi perché.

15. La mia segretaria ha problemi sentimentali e non ci sta con la testa. Invece di consegnarmi gli sgravi fiscali da firmare, mi porta la prima scartoffia che le capita. Ho già firmato una nuova regolamentazione della pesca al luccio e le norme per calcolare la volumetria dei solai, ma se dovessi dirvi che so dove quella scriteriata ha ficcato la nuova legge fiscale, mentirei.

16. Ho pensato, con Pascal, che "una lunga attesa rende i piaceri più intensi".

17. Porta sfortuna.

18. Me ne sono dimenticato.

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