Appuntamento giovedì 6 febbraio alle 18:30 in viale Pasubio 5, Milano.

Il ciclo A Road to Europe

L’Unione Europea si trova dinnanzi a un bivio. Nel “decennio orribile” inaugurato dalla Grande Recessione, una sequela di crisi — economica, politica, sociale, migratoria, democratica — hanno minato la confidenza nel processo di integrazione Europea, alimentando antichi o nuovi egoismi nazionali che si sono tradotti in consensi per l’antipolitica.

Attraverso un ciclo di talk che coinvolgerà eccellenze accademiche dai quattro angoli d’Europa, “A Road to Europe” si propone l’ambizioso obiettivo di mappare il dibattito corrente sulle trasformazioni dell’Unione Europea nel contesto delle molteplici crisi che l’hanno investita.

La riflessione non potrà che partire dalla natura della costruzione europea, in cui l’integrazione economica e monetaria sembra prevalere su possibili forme di unione politica e sociale. Un’architettura incompleta che si è tradotta in squilibri di natura economica e sociale che toccano differentemente i vari territori europei.

Questa “grande trasformazione” economica e politica ha natura spesso opaca, ma ricadute concrete per comunità e territori. La difficoltà nel comprendere e controllare questi fenomeni attraverso la partecipazione democratica alimenta, a livello locale, una spirale di disinformazione che viene sfruttata da imprenditori del risentimento per fomentare le spinte disgregative che stanno interessando, ad ogni livello, la società europea.

A partire da una comprensione puntuale di questa spirale distruttiva, “A Road to Europe” intende indagare e comprendere quali paradigmi e strumenti di politica pubblica possano invece promuovere una spirale virtuosa a livello istituzionale e politico, e quali voci e attori possano farsi carico di promuovere istanze di riconciliazione a livello europeo.

Nonostante tutto, siamo ancora convinti che la strada da seguire sia quella che conduce all’Europa.

 

Ciclo a cura di

Maurizio Ferrera, Università degli Studi di Milano

 

Prossimo appuntamento: Democracy in Europe. A Single Bed for Two Dreams

Nelle parole di Yves Mény, l’attuale stagione politica è caratterizzata da un motivo comune: il desiderio di “unirsi in un popolo”. Malgrado ogni democrazia trovi la sua legittimità nella sovranità popolare, il popolo rimane un’entità astratta la cui voce può essere interpretata e dunque rappresentata, solo attraverso istituzioni. Quando questo ruolo di mediazione viene meno la “vox populi” mostra il suo lato più pericoloso: il desiderio di ridurre ogni diversità individuale ad un’unità metafisica, il popolo. Evocando la terrificante copertina del Leviatano di Hobbes, Mény rivela i lati pratici di questo “inebriante desiderio”: la sovranità è “rappresentata da mille corpi di cittadini assorbiti, ingoiati e capovolti per dar corpo all’unità”. Oggi, un numero crescente di forze politiche si trovano nuovamente a percorrere questa strada.

La “riscoperta” della sovranità popolare può avvenire, paradossalmente, contro la democrazia? Quali anticorpi la democrazia liberale può opporre al Leviatano?

Perché l’offerta populista e sovranista risulta vincente ed allettante?

Quali sono i gruppi sociali vengono maggiormente tentati dalle “sirene” del populismo?

Il successo delle forze populiste e sovraniste può minare il processo di integrazione europea e il futuro dell’Europa?

 

Partecipano

Yves Mény, LUISS Guido Carli
è nato nel 1943. Ha fondato e diretto il Robert Schuman Center presso l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, di cui è stato presidente dal 2002 al 2009. Politologo, è oggi professore presso l’Università LUISS di Roma. Ha pubblicato nel 2019 “Popolo ma non troppo — il malinteso democratico” per il Mulino.

 

Caterina Di Fazio, Maastricht University – Fondatrice del movimento Agorà Europa
Si occupa di Filosofia politica. Ha conseguito il Dottorato di ricerca di Fenomenologia dello Spazio Politico presso la Sorbona ed è stata Visiting presso University of Oxford e Columbia University. Con Nadia Urbinati ed Etienne Balibar ha fondato il movimento Agora Europa, con la finalità quella di promuovere un dibattito in tutta Europa e oltre tra accademici, politici e cittadini sullo spazio politico europeo.

 

Modera
Edoardo Vigna, “Corriere della Sera”

 

 

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