Francesca La Mantia, autrice del libro Una divisa per Nino, è diventata promotrice e protagonista di un’iniziativa che coinvolge le scuole italiane, per diffondere valori di libertà, antifascismo e democrazia.

Ogni lunedì, in modalità didattica a distanza, Francesca La Mantia incontra gli studenti di tutta Italia, dalle elementari alle superiori. A partire dal suo libro Una divisa per Nino, per un’ora introduce e spiega la scrittura e il periodo storico in generale, per trasmettere ai giovani i concetti di cittadinanza attiva, democrazia e libertà. Il lunedì successivo si confronta nuovamente con gli studenti per rispondere alle loro domande e curiosità.

Tra gli scopi di Francesca La Mantia, quello di trasformare il limite rappresentato dalla didattica a distanza in una possibilità per gli studenti: un’iniziativa come la sua permette alla scrittrice di entrare nelle scuole e nelle case degli studenti in tutta Italia.
Il Lunedì della Lettura Democratica permette all’autrice di trattare le tematiche del suo libro e trasmettere valori positivi agli adulti di domani.

Per informazioni, scrivete a francescalamantiaregista@gmail.com


I LAVORI DEI BAMBINI


Francesca... una scrittrice tra noi.
Francesca è una scrittrice molto brava: ha gli occhi castani con un viso un po' lungo. Ha i capelli castano chiari, lunghi e porta gli occhiali. Ha la bocca un po' piccola e il naso un po' grosso. È molto carina e fa ridere. È giovane quindi a volte fa fatica a trovare il termine o la risposta giusta.
Io me la immaginavo duversa: più alta, con la pelle più scura e gli occhi più piccoli e i capelli con la coda neri, con le mèches gialle; una bocca piccola con sempre un sorrisetto e il naso un po' piccolo e un po' grande. Francesca ci ha raccontato dei tempi del Fascismo, della dittatura e  ci ha spiegato la differenza tra la dittatura e la  democrazia. Ci ha anche detto com'era  la scuola ai tempi del Fascismo: a scuola si andava con un solo libro, non potevi fare domande a tuo piacimento e maestri e maestre, dovevano insegnarti una cosa che decideva solo la dittatura. Le maestre venivano controllate e dovevano fare ciò che gli veniva detto altrimenti erano cacciate.  A capo del Fascismo e della dittatura c'era un Duce che per noi era Mussolini. Mussolini scriveva su libri e giornali e parlava alla radio. Diceva che la guerra ci avrebbe fatto diventare importanti, così le persone volevano diventare soldati e si sacrificavano per la Patria.  Mussolini fece credere che in Etiopia e nel resto del mondo ci fossero tante cose belle da vedere: animali, cascate, rifugi, piante strane, ma non era così.
Io sono stato molto contento di vedere on-line una scrittrice molto brava e anch'io vorrei diventare un bravo scrittore. Sono stato molto entusiasta e felice di scoprire cose nuove.
T.R - 9 anni

Cara Francesca,
è stata un’idea geniale scrivere un libro tratto da tante persone che sono vissute ai tempi del Fascismo. Il tuo libro è stato emozionante e pieno di avventure e suspance. La tua storia significa molto e ci ha fatto imparare molte cose. Il tuo libro è stato apprezzato da tutti noi. Ci sono state molte parti che ci hanno colpito ed alcune ci hanno fatto capire molti aspetti importanti e ancora attuali. La violenza non risolve mai le cose e lo abbiamo imparato quando gli uomini neri hanno picchiato il signor
Ruggerini. La gentilezza è la chiave per sconfiggere la paura e la tristezza come quando Nino diede la figurina a Gabriele. Nino fa amicizia con Gabriele perché ha capito il significato dei disegni di suo fratello che
rappresentavano la guerra. Essere liberi significa pensare con la propria testa, essere liberi di scegliere, di parlare e di dire sempre ciò che pensi. Nino ha vissuto una vita piena di esperienze e grazie a te, abbiamo conosciuto la vita di questa persona e di tante altre. Grazie per il tempo prezioso che ci hai donato.
I bambini della quarta B di San Secondo Parmense.

Caro Nino,
siamo i bambini e le bambine che hanno letto la tua storia.
Ti vogliamo dire che le nostre vite sono molto più facili e semplici della tua.
Non ti sorprendere se ti diciamo che giochiamo con il tablet!
La nostra scuola non è come la tua perchè ci sono tante materie e ogni materia ha le sue maestre che ci insegnano con vari metodi: siamo liberi di studiare qualsiasi argomento vogliamo. E’ pulita, grande e accogliente.
Non siamo obbligati ad indossare una divisa, quindi ognuno di noi sceglie i vestiti che gli piacciono di più. La cattedra l’abbiamo anche noi ma è alla stessa altezza dei banchi: l’insegnante ha un ruolo, ma vince il rispetto. Le insegnanti sono gentili e non troppo severe...il giusto!
Nella nostra aula ci sono cartine, disegni e cartelloni appesi insieme al crocifisso; nell’ufficio della Preside c’è la foto del Capo dello Stato, Mattarella. Le copertine dei nostri libri sono diverse e ognuno sceglie quella che più lo ispira. A volte possono essere surrealistiche ma siamo noi a volerle, nessuno ci impone nulla.
I libri di testo vengono scelti dalle insegnanti, ma poi noi possiamo leggere quello che vogliamo. A scuola non ci sono differenze di genere.
Con le nostre maestre parliamo di tutto perché viviamo in un paese libero e democratico, infatti ci sentiamo liberi di esprimerci: alziamo la mano e possiamo dire la nostra opinione. Noi abbiamo libertà di pensiero e di parola e questo anche perché la nostra nazione non è in guerra. Anche i grandi possono protestare e scendere in piazza con i cartelli per dire la loro opinione.
Alcuni dei nostri sogni sono: studiare le stelle, vivere in un mondo non inquinato e dove ci sia benessere per tutti, diventare astronoma, non vivere mai la guerra, viaggiare per conoscere il mondo, che tutti gli Obiettivi dell’Agenda 2030 siano raggiunti dagli Stati, inventare una macchina che ricicli tutto, che la fame nel Mondo finisse anche dove non c’è una guerra, vivere senza conoscere gli orrori della guerra, che non ci sia più lo smog e il razzismo, che la dittatura non si usi più come forma di governo, che non ci siano più differenze di genere, di razza e di religione.
Una nonna, che ha vissuto la guerra, ha detto che per chi la vive lascia ricordi indelebili per sempre: morte, distruzione delle case con i bombardamenti..
Un bisnonno, che ha vissuto il tuo stesso periodo, per non essere ucciso si è nascosto sotto un cavallo e ha raccontato al figlio, cioè ad un nostro nonno, che la paura di morire lo accompagnava tutti i giorni. La guerra fa vittime innocenti. La guerra è orribile e disumana, secondo noi, solo un mostro la potrebbe scatenare!
I problemi si risolvono con le parole non con la guerra. A noi non piacciono le armi, proprio come a Nelson Mandela.
E tu che sogni hai per il futuro?
Ti mandiamo un grande saluto con un forte abbraccio, sperando di risentirci presto.

 

Francesca La Mantia

Francesca La Mantia

Francesca La Mantia, classe 1985, nata a Palermo, vive e lavora a Milano. Docente di latino, sceneggiatrice e regista cinematografica e teatrale. Nel 2015 ha realizzato il film documentario La memoria che resta, che fa emergere il sommerso e variegato mondo della resistenza, intervistando gente che non appare spesso in TV e sui libri, ma che ogni giorno combatte la sua lotta: nelle scuole, nelle sezioni Anpi e in ogni occasione della vita. Tra gli intervistati vi sono scrittori, partigiani, staffette, deportati, insegnanti, sorelle, amici e figli dei caduti.

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