“Creare caos, confusione e dubbi sulla democrazia è il primo passo per rovesciarla.”

Nella sua ultima intervista con Maurizio Molinari, direttore di "Repubblica", il teorico Moisés Naím ha avuto modo di raccontare il proprio ultimo saggio, Il tempo dei tiranni.

Un libro urgente e necessario, oggi più che mai. Non soltanto per via delle imminenti elezioni politiche in Italia – “delle elezioni strane, di cui non si è parlato molto, nonostante l’Italia non sia mai stata un paese abituato a restare in silenzio” – ma anche perché non ci si sta accorgendo che i fondamenti stessi della democrazia al momento sono sotto attacco.

“Le più recenti tecnologie e i complessi scenari politici contemporanei hanno portato a un nuovo modo di prendere il potere: invece di usare generali, soldati e aerei, ora si usano le elezioni truccate” afferma Mosés Naím, che Madeleine Albright, ex Segretario di Stato USA, ha definito a buon diritto “uno dei pensatori politici più interessanti e originali al mondo”.

Nel corso dell’intervista Naím e Molinari affrontano vari temi, dal legame fra autocrazia e populismo alle insospettabili somiglianze fra Putin e Elon Musk – “entrambi non hanno intorno nessuno che dica loro che stanno facendo una pazzia” – passando per gli errori di Erdogan e la difesa della libera sovranità.

Temi quanto più attuali, che Naím approfondisce con acutezza e lucidità tra le pagine de Il tempo dei tiranni.

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