Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“Leggetelo, e vedrete il dramma dei migranti.”
Papa Francesco
È alla ricerca del fratello piccolo, partito con l’intenzione di raggiungere l’Europa e mai arrivato, che Ibrahima Balde lascia la Guinea e il lavoro di camionista per intraprendere un viaggio che non voleva fare, ma che è comune a migliaia di africani. Questo libro è la cronaca, lucida ed essenziale, della vita di Ibrahima Balde, da lui stesso raccontata e trascritta dal poeta Amets Arzallus Antia. Una voce che ci fa capire, senza vittimismo ma in tutta la loro drammaticità, cosa sono la traversata del deserto, il traffico dei migranti, la prigionia, le torture, la violenza della polizia, il viaggio in mare, la morte. Una voce ferma, così chiara e profonda da diventare lirica, che ci riporta l’esperienza della sete, della fame, della sofferenza.
Esistono infiniti motivi e storie che spingono le persone ad attraversare il Mediterraneo per cercare di raggiungere l’Europa. La disumanizzazione delle loro morti, l’illegalità, le espulsioni sembrano condizioni necessarie per alimentare la nostra indifferenza. In realtà ognuna di queste vite è unica e universale, e questo racconto ne è un’autentica testimonianza.
Ibrahima Balde è originario di un piccolo villaggio della Guinea. Giunto in Europa nel 2018, ha fatto domanda d’asilo in Spagna, ma gli è stata rifiutata. Dopo aver trascorso quattro …
Amets Arzallus Antia, giornalista, scrittore e poeta popolare basco, ha collaborato con un’associazione di assistenza ai migranti di Irún, dove ha incontrato Ibrahima Balde ed è nata l’idea di scrivere …