L'affaire Tortora

di Guido Vitiello

Il caso Tortora non è solo un errore giudiziario con un’appendice politica. È anche – non meno del caso Moro, che lo precede di pochi anni – un grande dramma allegorico in cui si specchia l’Italia in un momento cruciale della sua storia, e in cui si cominciano a intravedere i lineamenti della sua fisionomia attuale. 

In un racconto che si snoda come una catena serrata di note a margine e divagazioni, L’affaire Tortora ripercorre tutta la parabola del caso, dall’arresto nel giugno del 1983 alla morte del presentatore nel maggio del 1988, per metterne in luce gli aspetti giudiziari, politici, culturali, linguistici, sociali, antropologici. Lo fa interrogando con minuzia filologica documenti insoliti e per lo più trascurati: ritagli di giornale, carteggi, memoriali, fotografie, perfino le poesie dei camorristi pentiti. Al centro sta la figura tragica di Enzo Tortora: personaggio televisivo di enorme successo, sì, ma anche l’ultima, attardata sopravvivenza di un’idea d’Italia a lungo accarezzata e mai veramente realizzata. Il suo Portobello era un salotto gozzaniano di “buone cose di pessimo gusto” messe all’incanto, un magazzino di mitologie umbertine sul punto di essere sgomberato dal trionfo di quella televisione commerciale che Tortora più di ogni altro aveva contribuito a far nascere. Accusato di essere camorrista e spacciatore, questo coltissimo gentilhomme d’altri tempi sopravvisse tenendosi stretto al suo albero maestro: la letteratura. Sofocle, Manzoni e Joseph Roth lo aiutarono a trovare le parole per nominare l’assurdo che lo stava travolgendo. Ma L’affaire Tortora non è solo la tragedia di un uomo. Guido Vitiello mostra che il caso fu la primizia, il sacrificio di fondazione dell’Italia in cui viviamo: un paese in cui quello strano spettacolo feroce che chiamiamo pigramente “circo mediatico-giudiziario” è diventato il nostro fait social total per eccellenza, la goccia in cui si riflettono tutti i nostri mali.



“Tutto, ormai, era diventato caccia all’uomo. E il rito, ripetuto con ferocia sempre più distratta su innumerevoli altre vite, avrebbe scandito senza sosta, giorno dopo giorno, i battiti del cuore di una Repubblica postuma a sé stessa. Che era diventata lei pure, lo sapesse o meno, una carcassa imbottita di paglia.”



Hanno detto di Joker scatenato:


“Un libro sorprendente e colto che procede per rimandi, connessioni, illuminazioni con l’esito di tracciare una storia sociale e antropologica dell’umorismo. […] Leggete il libro e non ve ne pentirete.”

Aldo Grasso, Corriere della Sera


“Tagliente e potente come il faro di Batman, arriva il saggio di Guido Vitiello.”

Luca Mastrantonio, Corriere della Sera


“Vitiello, uno degli osservatori più acuti della contemporaneità, in questo saggio ci regala una Wunderkammer di stimoli culturali sulla figura camaleontica del Joker.”

Giuliano Aluffi, Il Venerdì


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Guido Vitiello

Guido Vitiello è nato a Napoli ma vive e lavora a Roma. Scrive per “Il Foglio”, curando la rubrica Il Bi e il Ba. Ha collaborato per anni con …

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  • Marchio: Feltrinelli Gramma
  • Data d’uscita: 3 Novembre 2026
  • Pagine: 256
  • Prezzo: 17,10 €
  • ISBN: 9791256241019