Le passeggiate del sognatore solitario

di Jean-Jacques Rousseau

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“Il paese delle chimere

è, in questo mondo,

l’unico degno di essere abitato”

 

Le passeggiate, più ancora delle Confessioni, è l’opera più perturbante, sperimentale e innovativa di Jean-Jacques Rousseau”: così dichiara Beppe Sebaste nell’introdurre la sua traduzione di Le passeggiate del sognatore solitario. Questo libro di ricordi e meditazione, non di finzione, scritto dal filosofo ginevrino negli ultimi anni di vita e pubblicato postumo, è intriso di una sensibilità quasi patologica, estremamente moderna, ed è uno dei primi testi letterari in cui si faccia uso dell’aggettivo “romantico” in relazione al paesaggio, alla natura e al sentimento dell’esistenza. In queste passeggiate l’autore, autoesiliatosi dal mondo nella quiete agreste, si abbandona all’ebbrezza della confessione, della contemplazione, del sogno a occhi aperti. In fondo a questo itinerario, trova il sollievo dalla sofferenza psichica, l’apertura verso un altro orizzonte. Lascia così un autentico romanzo di “ecologia della mente” che trasforma il disagio del vivere in estasi e il tormentato groviglio delle emozioni in musicalità della prosa.

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Jean-Jacques Rousseau

Jean-Jacques Rousseau nasce nel 1712 a Ginevra in una famiglia di artigiani calvinisti. Fin da bambino manifesta una spiccata inclinazione per lo studio. Trascorre la giovinezza fra lavori saltuari, studi …

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