Descrizione

Amore e tenebra sono due delle forze che agiscono in questo libro, un'autobiografia in forma di romanzo, un'opera letteraria complessa che comprende le origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza prima a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l'esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della Gerusalemme di quegli anni, di Tel Aviv che ne è il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta. La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, scavando in 120 anni di storia familiare una saga di rapporti d'amore e odio verso l'Europa, che vede come protagonisti quattro generazioni di sognatori, studiosi, uomini d'affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere. Questa vasta galleria di personaggi mette a punto una sorta di "cocktail genetico" da cui nascerà un figlio unico, nutrito di fantasia, che, in un fatale momento di rivelazione avvenuta attraverso un dolore scioccante e atroce, scoprirà di essere un artista, uno scrittore. Amos Oz ci consegna la storia della sua infanzia e dell'adolescenza colma di aspirazioni poetiche, zelo politico e una paura costante di un altro genocidio degli ebrei, questa volta nella stessa Israele, a opera degli arabi, degli inglesi, dell'intero mondo cristiano, dell'intero mondo islamico. Al centro di questo romanzo autobiografico sta il grande tabù di Oz: il suicidio della madre, nel 1952. L'esplorazione dolorosa e coraggiosa di questa tragedia viene condotta con lucidità, nostalgia e rancore, con pietà e travaglio, con schiettezza e un "flusso di coscienza" incredibilmente poetico che, con immediatezza, giunge al cuore del lettore.

Recensioni d'autore

  • La vicenda rintraccia nel 1945 il proprio inizio, in una Gerusalemme sotto protettorato britannico e alla vigilia dello storico piano di partizione della Palestina approvato dalle Nazione Unite il 29 novembre 1947. Per il grande scrittore, nato nel 1939 e allora bimbo dotato di intelligenza, cultura e sensibilità ben superiori all'età anagrafica, quella "improbabile creazione del nuovo Stato di Israele" fu l'origine di tutti i mali e fu l'istante in cui "mia madre smise di raccontarmi le sue storie".

  • Mentre la Grande storia si sviluppa con il riconoscimento dello Stato di Israele e l'inizio delle tensioni e delle violenze fra arabi e israeliani - che sfoceranno nella "questione mediorientale" ancora oggi irrisolta -, Amoz Oz ricupera la sua memoria di bambino e ripercorre il suo rapporto con la madre Fania...

  • "Amos Oz è il mio idolo letterario: dedicarmi alle sue parole è stato favoloso." Natalie Portman - regista

  • I ricordi di Amos Oz, cresciuto a Gerusalemme negli anni precedenti la nascita di Israele; figlio di Arieh, intellettuale studioso, e Fania, poetica sognatrice, il giovane appartiene a una delle tante famiglie ebree fuggite dalle persecuzioni in Europa verso la Palestina. Mentre il padre, davanti alla nuova vita e alle nuove prospettive, è ottimista ma con cautela, la madre si dimostra apertamente speranzosa e fiduciosa, piena di aspettative.

  • Meraviglioso romanzo.

  • Uno dei libri più conosciuti e amati di tutto il mondo.

Conosci l’autore

Amos Oz

Amos Oz (1939-2018), scrittore israeliano, tra le voci più importanti della letteratura mondiale, ha scritto romanzi, saggi e libri per bambini e ha insegnato Letteratura all’Università Ben Gurion del Negev. Con Feltrinelli ha pubblicato: Conoscere una donna (2000), Lo stesso mare (2000), Michael mio (2001), La scatola nera (2002), Una storia di amore e di tenebra (2003), Fima (2004), Contro il fanatismo (2004), D’un tratto nel folto del bosco (2005), Non dire notte (2007), La vita fa rima con la morte (2008), Una pace perfetta (2009), Scene dalla vita di un villaggio (2010, premio Napoli), Una pantera in cantina (2010), Il monte del Cattivo Consiglio (2011, premio Tomasi di Lampedusa 2012), Tra amici (2012; "Audiolibri Emons-Feltrinelli", 2013), Soumchi (2013), Giuda (2014), Gli ebrei e le parole. Alle radici dell’identità ebraica (2013; con Fania Oz-Salzberger), Altrove, forse (2015), Tocca l'acqua, tocca il vento (2017), Cari fanatici (2017), Finché morte non sopraggiunga (2018),Sulla scrittura, sull’amore, sulla colpa e altri piaceri (2019; con Shira Hadad). Nella collana digitale Zoom ha pubblicato Si aspetta (2011) e Il re di Norvegia (2012). Ha vinto i premi Catalunya e Sandro Onofri nel 2004, Principe de Asturias de Las Letras e Fondazione Carical Grinzane Cavour per la Cultura Euromediterranea nel 2007, Primo Levi e Heinrich Heine nel 2008, Salone Internazionale del libro nel 2010, il Premio Franz Kafka a Praga nel 2013. I suoi lavori sono stati tradotti in oltre quaranta lingue.

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