Guerra Israele-Hamas: “Crimini di guerra e crimini contro l'umanità”

10 Ottobre 2023

Dopo 228 giorni di guerra e oltre 35.000 morti, il procuratore della Corte penale internazionale chiede l’arresto di Netanyahu, Gallant e dei leader di Hamas".

 

Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" nella Striscia di Gaza dall'8 ottobre.

Khan ha chiarito che richiederà il mandato d’arresto anche per il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar e per altri due alti funzionari di Hamas: il leader delle Brigate Al-Qassem, Mohammed Diab Ibrahim al-Masri - meglio conosciuto come Mohammed Deif - e il capo dell'Ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh. 

Khan ha chiarito che le accuse a carico dei leader di Hamas riguardano “sterminio, omicidio, presa di ostaggi, stupro e violenza sessuale durante la detenzione”, mentre quelle a carico di Netanyahu e Gallant consistono nell'aver “causato lo sterminio, la fame come metodo di guerra - inclusa la negazione degli aiuti umanitari” e nell'aver “colpito deliberatamente i civili nel corso del conflitto”.

Secondo il ministero della salute di Gaza, sono più di 35.500 le persone rimaste uccise nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre. L’ultimo bilancio del ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas, parla di almeno 35.562 morti e 79.652 feriti.

 

Eshkol Nevo: “per Israele è il momento più triste e tragico”

Intervistato dai giornali italiani in occasione dell’uscita del libro Legami, per Feltrinelli Gramma, Eshkol Nevo, il noto scrittore israeliano, si è espresso anche in merito al conflitto israelo-palestinese, prendendo una posizione precisa riguardo al suo Paese e al futuro che lo aspetta.

Rispondendo a una domanda sul futuro dello Stato di Israele ha risposto:

“Parliamo di un futuro a lungo termine. Ho tre figlie. Una ha 20 anni, è già un soldato, l’altra ha quasi 18 anni e entrerà presto nell’esercito. La più piccola ha 13 anni. Penso che anche lei dovrà arruolarsi, ma ho una speranza: che i miei nipoti non dovranno arruolarsi. Penso che sia assurdo il servizio militare obbligatorio per una ragazza di 20 anni. Questa è la mia speranza. E continuerò a crederci. Non possiamo sopravvivere nel posto in cui viviamo senza avere delle speranze e quindi me le terrò strette.”

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