Manuel Castells, Galassia Internet
Quanto sappiamo esattamente di Internet, della sua tecnologia, del suo uso e della sua cultura? Quali saranno le conseguenze della sua introduzione nel mondo degli affari e nella società in generale? Manuel Castells offre una straordinaria sintesi del complesso dei problemi sociali e tecnologici che Internet genera. Dagli effetti sul modello organizzativo delle aziende e sul modo di fare business, alla produzione del consenso e quindi alla formazione delle società civili, dal digital divide al problema della privacy e delle libertà democratiche non solo nel cyberspazio, fino a toccare le ripercussioni sui modelli organizzativi statali.
Da uno dei più importanti e influenti esperti della società dell'informazione, una rigorosa e chiara analisi del complesso dei problemi sociali generati dalla diffusione di Internet. Galassia Internet rappresenta il "manifesto" della nuova età digitale, così come Galassia Gutenberg di Marshall McLuhan lo è stato per l'età della stampa.

Julian Assange, Internet è il nemico
Julian Assange ha un allarme da lanciare a ciascuno di noi, navigatori quotidiani, felici utenti dei social network, amanti dello shopping online. Noi che crediamo di essere liberi e non lo siamo. Noi sorvegliati speciali, intrappolati in una rete che consideriamo democratica, ma dietro cui si celano poteri nascosti che in ogni istante decidono per noi e spesso contro di noi. Siamo vittime di una guerra di nuovo tipo e non lo sappiamo: una ?crittoguerra” in cui la posta in gioco è l’accesso all’informazione, la tracciabilità dei comportamenti, il riorientamento delle nostre più intime abitudini di vita. Una crittoguerra in cui i più forti sanno rendere inaccessibili le informazioni che li riguardano, e i più deboli si ritrovano nudi, completamente esposti agli strumenti che vagliano senza sosta quell’immensa banca dati che è il web, nato come grande promessa di democratizzazione e divenuto implacabile strumento di controllo. Ecco perché Internet è diventato il nemico, come Julian Assange denuncia in queste pagine firmando un testo che è già un libro di culto, nato durante la detenzione a seguito dello scandalo WikiLeaks. E se ormai tutti gli stati, gli eserciti, le multinazionali si stanno attrezzando a combattere un nuovo tipo di conflitto, condotto sulla rete da veri e propri ?ciberguerrieri”, una strategia di resistenza dovrà ricorrere a strumenti analoghi nel tentativo di ribaltare la situazione. Dovrà sottrarre il cittadino all’incessante radiografia informatica dei suoi comportamenti, e sottoporre a verifica pubblica la miriade di operazioni con cui un pugno di attori sposta in un clic capitali e informazioni, progetta guerre o occulta notizie, crea ricchezza o miseria ai quattro angoli del pianeta.

Sfoglia il libro

Kevin D. Mitnick, L'arte dell'hacking
Dal mio punto di vista, l’hacking è una pratica creativa e un’arte - "Entrate nell'ostico mondo dell'hacking seduti nella vostra comoda poltrona! Mitnick illustra con grande abilità dieci casi reali, offrendoci la rara occasione di poter penetrare nella mentalità degli hacker."
Tom Parker, analista di sicurezza informatica, fondatore della Global InterSec llc

Mitnick offre con questo libro un sequel all’ormai celebre L’arte dell’inganno, questa volta intervistando una serie di gruppi hacker che hanno messo in atto alcune delle intrusioni più incredibili degli ultimi anni. Ogni capitolo (dieci in totale) si apre con una “computer crime story” che si legge come un romanzo. Certo, è sicuramente sconcertante capire quanto sia vulnerabile il proprio conto in banca o vedere all’opera un gruppo di hacker innamorati del gioco d’azzardo che in pochi minuti fanno man bassa alle slot machine. Come nell’Arte dell’inganno, nel raccontare queste storie Mitnick illustra minuziosamente i passi tecnici utilizzati nel mettere a segno i diversi colpi. Un libro che si legge con facilità e che, al contempo, ci proietta nel mondo della sicurezza, l’altra faccia della dimensione informatica in cui Mitnick è da tempo impegnato come uno dei maggiori esperti mondiali.

Kevin D. Mitnick, L'arte dell'inganno
Questo libro descrive le strategie di "social engineering" impiegate dagli hacker, dagli agenti dello spionaggio industriale e dai criminali comuni per penetrare nelle reti. Si tratta di tecniche dell'"inganno", di espedienti per usare la buona fede, l'ingenuità o l'inesperienza delle persone che hanno accesso alle informazioni "sensibili". Per l'hacker, per esempio, può essere utile il numero di telefono di un funzionario o altri dati apparentemente senza importanza perché, combinando insieme i disparati dettagli, riesce poi a trovare il tallone d'Achille dell'intero sistema. L'"arte dell'inganno" praticata dall'hacker è paragonabile alle strategie che Sun Tzu descriveva nel suo leggendario trattato su L'arte della guerra. Anche in questo caso, la manipolazione del "fattore umano", la capacità di "ricostruire" le intenzioni, la mentalità e il modo di pensare del nemico, diventa lo strumento più micidiale ed efficace. Nel suo libro Mitnick è quasi didascalico, riporta le conversazioni telefoniche, le vicende e gli aneddoti spesso anche curiosi che permettono di capire concretamente il funzionamento delle tecniche di "social engineering". L'autore non si esime dal dare dei "buoni consigli" di difesa, fornendo così anche un prezioso vademecum per gli addetti alla protezione.

Howard Gardner, Katie Davis, Generazione App
Le “app”, o applicazioni software, fanno ormai parte della vita di tutti noi. L’attuale generazione di giovani in particolare è profondamente – qualcuno potrebbe dire totalmente – dipendente dai media digitali. Howard Gardner e Katie Davis non per nulla chiamano i giovani d’oggi la “Generazione app” e in questo suggestivo libro cercano di capire che cosa significhi essere app-dipendente rispetto ad app-attivo e in che modo la vita di questa generazione si differenzi da quella che precede l’era digitale. Tre sono le fondamentali aree dell’esistenza degli adolescenti qui prese in considerazione: l’identità, l’intimità e l’immaginazione. Attraverso innovative forme di ricerca, che comprendono interviste con ragazzi, focus group di quanti lavorano con loro e una comparazione unica nel suo genere di produzioni artistiche giovanili di prima e dopo la rivoluzione digitale, gli autori svelano quali siano gli inconvenienti delle app, che possono ipotecare il senso d’identità, incoraggiare relazioni superficiali con il prossimo e ostacolare l’immaginazione. D’altra parte le opportunità offerte dalle app sono altrettanto impressionanti: possono al contrario promuovere una forte identità, consentire relazioni profonde e stimolare la creatività. Possono essere un freno o uno stimolo. La sfida consiste nel saper andare oltre le modalità prestabilite di utilizzo. Solo così il loro potere può diventare un trampolino per una maggiore inventiva e più alti obiettivi.

Paul Sen, Steve Jobs - L'intervista perduta
DVD+libro. "La prima cosa è unire i puntini della vostra vita. Quando riuscirete a farlo, sarete arrivati."
“Siate affamati, siate folli,” diceva più o meno Steve Jobs in quello che oggi è un mantra per milioni e milioni di suoi fan, seguaci di un marchio che in meno di quarant’anni è diventato il simbolo di uno stile di vita seguito ai quattro angoli del globo. Steve Jobs. L’intervista perduta è un reperto che riemerge dopo vent’anni di oblio, la preziosa possibilità di spingere il tasto rewind e rivivere la nascita di un sogno, quello di un ventenne californiano che in un garage di Cupertino, nel cuore degli anni settanta, ha visto il futuro che noi tutti oggi viviamo. Settanta minuti di intervista esclusiva e inedita a Steve Jobs in un momento chiave della sua vita. Per rivivere la nascita di un sogno. Uno sguardo quasi archeologico sugli albori di Jobs, di Apple e dell’informatica e una visione nitida sul suo futuro. Che è il nostro oggi. Perché vivere vuole anche dire rifiutare l’ovvio, e cercare sempre qualcosa di più bello di quello che già si possiede.

James Gleick, L'informazione
Ancora alla soglia degli anni quaranta Claude Shannon usava intelligence per parlare di informazione – un termine che avrebbe cominciato davvero a diffondersi solo qualche anno più tardi, con la sua Teoria matematica delle comunicazioni, insieme a una parolina, bit, destinata a diventare una delle più pervasive dell’ultimo mezzo secolo. Amata e vituperata, quella parolina segna un punto di passaggio fondamentale: quando l’informazione diventa una grandezza quantificabile e misurabile. Difficile valutarne davvero l’importanza, ma James Gleick ci prova (con successo), raccogliendo i fili sparsi di una storia che parte da lontano, dai poemi omerici e dall’invenzione della scrittura e dell’alfabeto, passando per la lessicografia e i dizionari, i codici crittografici e le moderne tecnologie della comunicazione (il telegrafo, il telefono, il calcolatore). E lungo la strada si incontrano figure chiave, talora insospettate: i compilatori di antichi dizionari, come l’inglese Robert Cawdrey, o i curatori dell’Oxford English Dictionary; l’inventore del primo calcolatore, Charles Babbage; la sua musa, Ada Byron, figlia dell’illustre poeta; e una serie di altre personalità fondamentali come Samuel Morse con il suo codice telegrafico, il matematico Alan Turing (con il suo calcolatore universale ma anche con i suoi lavori di crittanalisi durante la seconda guerra mondiale), il creatore della teoria dell’informazione Claude Shannon o il fondatore della cibernetica Norbert Wiener. Conclude con la vera e propria epoca dell’informazione, il mondo contemporaneo dove tutti sono, volenti o nolenti, esperti di bit e byte. Sotto un diluvio di segni e segnali, notizie e immagini, blog e tweet. L’informazione, fondendo con grande sapienza narrativa divulgazione scientifica, racconto biografico, storia delle idee, delle scoperte e della tecnica, ci dice come siamo arrivati fin qui e quel che ci attende in futuro.

Sfoglia il libro

Brian Knappenberger, Anonymous - L'esercito degli hacktivisti
DVD+libro. "Tutti devono poter accedere a Internet, tutti devono poter comunicare liberamente."
Il documentario di Brian Knappenberger ripercorre la storia degli Hacktivisti, movimento che fa della libertà di espressione il proprio marchio di fabbrica. Il gruppo, nato dai membri dell’irriverente community online di 4chan, si afferma presto e inaspettatamente come movimento politico internazionale con aderenti in tutto il mondo. Una folla di migliaia di volti celati dalle maschere di Guy Fawkes, protagonista del film V per Vendetta, si unisce alla prima grande contestazione degli Hacktivisti nel mondo reale, quella contro Scientology. Seguono le proteste e i boicottaggi contro la censura di Internet in Australia e il supporto alle rivolte della primavera araba e al sito di Wikileaks. Tutti devono poter accedere a Internet, tutti devono poter comunicare liberamente. L’esercito di Internet non ha paura di sfidare i grandi poteri, perché ha dalla sua la tecnologia rivoluzionaria della Rete. Forma di contestazione virtuale si scontra però con la realtà delle prime ripercussioni giudiziarie. Sarà questo a fermare gli Hacktivisti? La verità vuole essere liberata e vogliono essere loro a farlo.

Luca Rosati, Architettura dell'informazione
Il mio concetto di architettura abbraccia l'intero ambiente della vita umana
William Morris

Avete mai sperimentato la frustrazione che deriva dall’incapacità di trovare quello che state cercando? Vi siete sentiti disorientati tra gli scaffali di un nuovo ipermercato, o tra le pagine di un sito web? Se la risposta è "sì", allora forse questo libro fa per voi, perché qui si discute di come mettere ordine. Mettere ordine per trovare cose, artefatti (fisici o digitali), informazioni.
Non è un libro per tecnici, o per chi è alla ricerca di soluzioni preconfezionate, ma questo non vuol dire che non sia un libro pratico, perché insegna a pensare, o meglio a comprendere le strutture, gli strumenti, in definitiva le architetture che stanno dietro a sistemi informativi che funzionano, che non disorientano ma appaiono subito chiari, percorribili, senza dover perdere tempo a imparare nuovi modelli di utilizzo. In quest'ottica la trasversalità di molti concetti di architettura dell’informazione diventa una necessità a cui il designer (sia esso architetto, webmaster, artigiano...) non può sottrarsi.
Un testo "agile", scritto senza mai perdere di vista il bisogno di coerenza di sistemi informativi e relative interfacce, requisito base affinché la circolarità dell’informazione si traduca in pratica, affinché da conoscenza l’utente possa facilmente arrivare a "nuova conoscenza"...
Apogeo Edizioni

Raoul Chiesa, Silvio Ciappi, Profilo Hacker
Questo volume racconta il tentativo di applicare la scienza del Criminal Profiling al mondo dell'hacking. Lo scopo principale è quello di dotare di un nuovo strumento di indagine chi quotidianamente lotta contro i cybercrimini. Ma c'è molto di più...
L'underground hacker è un mondo molto discusso, ma molto spesso anche stereotipato e di conseguenza poco capito. Consapevoli di questo gli autori provano a darne una nuova visione, raccontando storie e illustrando personalità e personaggi affascinanti, mai banali, che vivono l'hacking come un'arte, secondo etiche differenti ma ben codificate. Ecco quindi che, man mano che la riflessione si sposta verso aspetti e problematiche criminologiche e tecnologiche, molti miti si sfatano, mentre il quadro d'insieme assume tratti sempre più definiti, svelando al lettore realtà nascoste o solo accennate e rispondendo a domande come: chi sono gli hacker? Come vivono quando non sono in Rete? È possibile tracciarne il profilo in base al comportamento, alle violazioni effettuate? Hacking è veramente sinonimo di criminalità?
Apogeo Edizioni

Torna alle altre news >>