Sono passate sei ore fra la prima chiamata di soccorso della petroliera Prestige e il suo affondamento, spezzata in due, a 150 miglia dalla costa della Galizia. La barca affonda con quasi tutto il petrolio dentro, ma ne ha già fatto fuoriuscire una quantità sufficiente per inquinare più di 200 chilometri di quella che viene chiamata la Costa della Morte. Un nome meritato.
Queste spiagge e scogliere sono avide di naufragi, e ora il disastro ecologico lascia senza lavoro i pescatori di frutti di mare, senza frutti di mare i mercati spagnoli e in pericolo diverse specie di uccelli e di pesci, senza che i disperati tentativi di dozzine di volontari di pulire possano fare altro che testimoniare la difficile dialettica gramsciana fra l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.
Nessuno si è preoccupato troppo di controllare se la nave registrata in Grecia avesse i requisiti fissati dall'Unione europea per la navigazione delle petroliere. Quando sei giorni fa sono arrivate le prime chiamate di soccorso dalla Prestige, i marinai sono stati messi in salvo, ma poco o nulla è stato fatto per il carico che la nave portava dentro di sé come una minaccia. Al contrario quasi tutte le autorità della Galizia e della Spagna si sono vantate di quanto rapidamente la questione fosse stata risolta e lo stesso ministro della Pesca e dell'Agricoltura è andato in televisione presentandosi come un eroe ecologista. Dalla costa, gli abitanti della zona intanto potevano constatare come la lebbra del petrolio avesse prima conquistato l'orizzonte e si stesse poi incollando alla terra, rendendo cieco il mare e poi la terra. La scelta di allontanare la Prestige verso le acque internazionali ha fatto entrare in scena compagnie di trasporto straniere, una inglese e una olandese, che quanto più allontanavano la bomba ad orologeria dalle coste spagnole tanto più l'avvicinavano a quelle portoghesi, singolare contributo all'idea dell'Unità europea che ha causato un certo stupore, soprattutto fra i portoghesi. Alla fine l'affondamento ha provocato la fuoriuscita di una seconda parte del combustibile in acqua, come una roulette russa che può avere impatto sulle coste spagnole o su quelle portoghesi, o formare una cappa incollata sul fondo dell'Oceano e nella stessa maniera distruttrice di ogni forma di vita.
Un protagonista di Brecht canta: "Prima lo stomaco, poi la morale". Considerando l'insensibilità ecologista di una complessa trama di poteri direi piuttosto: "Prima il disastro, poi la morale". In effetti tutte le autorità europee, spagnole e della Galizia cercano di spiegarci in qualche modo questa catastrofe, e al momento il capitano di questa nave è in carcere. Gli altri responsabili, no.
Manuel Vázquez Montalbán

Manuel Vázquez Montalbán

Manuel Vázquez Montalbán (1939 - 2003) con Feltrinelli ha pubblicato: Gli uccelli di Bangkok (1990), Tatuaggio (1991), Il centravanti è stato assassinato verso sera (1991), Il labirinto greco (1992), Ricette immorali (1992), La solitudine del manager (1993), I mari del Sud (1994), Le ricette di Pepe Carvalho (1994), Pamphlet dal pianeta delle scimmie (1995), La Rosa di Alessandria (1995), La Mosca della Rivoluzione nella collana “Traveller” (1995), Le Terme (1996), Il fratellino (1997), Il premio (1998), Quintetto di Buenos Aires (1999), Storie di fantasmi (1999), L’uomo della mia vita (2000), Il signore dei bonsai nella collana “Kids” (2000), Storie di padri e figli (2001), Ho ammazzato J.F. Kennedy (2001), Tre storie d’amore (2003), Assassinio al Comitato Centrale (2005), Millennio. Pepe Carvalho sulla via di Kabul (2004), Millennio 2. Pepe Carvalho, l’addio (2005), Sabotaggio olimpico (2006), Storie di politica sospetta (2008), Assassinio a Prado del Rey e altre storie sordide (2009), La bella di Buenos Aires (2013), Luis Roldán né vivo né morto (2013), Carvalho indaga (2016), Millennio. La grande saga di Pepe Carvalho (2019; il libro comprende Millennio. Pepe Carvalho sulla via di Kabul, 2004, e Millennio 2. Pepe Carvalho, l’addio, 2005). Nel 1995 ha ricevuto il prestigioso Premio Nacional de las Letras Españolas come riconoscimento per tutta la sua opera letteraria. Ha vinto il premio internazionale Grinzane Cavour “Una vita per la letteratura” nel 2000.

 

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