Porta il nome di una storica trattoria di Milano, il "Bagutta", proprio come il "Goncourt" porta il nome di un famoso bistrot parigino. E ieri sera, seduti al tavolo come dal 1927, gli amici del più longevo premio letterario italiano (erano più di duecento) hanno festeggiato i tre vincitori dell'edizione 2002: Michele Mari per la narrativa con Tutto il ferro della Torre Eiffel (Einaudi), Edoardo Sanguineti per la poesia con Il gatto lupesco (Feltrinelli) e per la saggistica Eva Cantarella con Itaca (Feltrinelli). Dopo un trentennio, dunque, torna a vincere il premio anche la casa editrice milanese, con una Inge Feltrinelli raggiante. Un riconoscimento per l'opera prima è andato a Giuseppe Curonici con L'interruzione del Parsifal dopo il primo atto (Interlinea), che ha esordito nella narrativa a 67 anni.
"Il mio è un libro che parla molto di luoghi letterari - dice il vincitore Michele Mari - ed è toccante che venga premiato in un luogo simbolico come questo".
L'organizzatore del premio, Guido Vergani, ha regalato una copia di Eccetera , ultima fatica (uscita postuma) dello scomparso presidente del premio, Emilio Tadini, ai presenti. Tra i quali figuravano Gae Aulenti, Carlo Scognamiglio, Giuseppe Pontiggia, Francesco Micheli, Krizia, l'antiquario Carlo Orsi con Noris Morano, Carlo e Antonella Camerana, Massimo Vitta Zelman, Beppe Modenese e i neo giurati del premio Isabella Bossi Fedrigotti, Maurizio Cheli, Andrea Kerbaker ed Elena Pontiggia.
I vincitori si sono divisi i 25 mila euro del premio. All'opera prima vanno 5 mila euro stanziati da Gioia Marchi Falck.
Aperto nel '24 dalla famiglia Pepori, il premio nacque alla trattoria Bagutta perché i letterati che si trovavano lì erano soliti far pagare all'ultimo arrivato una "multa". Nel '26, Orio Vergani decise di "destinare il gruzzolo ricavato a favore dell'autore del libro che ci piace di più". Nacque allora il premio e, con esso, le sfide. Nel ’34 Vergani e Bacchelli si "scontrarono" per stabilire il vincitore tra Carlo Emilio Gadda e Aldo Palazzeschi. All'inizio degli anni Sessanta i "giovani" scelsero Ottiero Ottieri per La linea gotica . Quindi i riconoscimenti a Tommaso Landolfi, Anna Banti, Mario Soldati, Sandro Penna, Carlo Cassola, Mario Rigoni Stern, Vittorio Sereni.

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