Una lettera datata 22 dicembre 1969 di Danilo Montaldi, uno dei grandi analisti delle trasformazioni dell'Italia del dopoguerra e al tempo collaboratore della Feltrinelli. E' sufficiente qualche riga per capire come le trame dietro la strage e al clima di quei giorni fossero stati immediatamente colti dalle "intelligenze sociali" di quell'epoca. La lettera è tratta da Danilo Montaldi, Giuseppe Guerreschi, Lettere 1963-1975, a cura di Gianfranco Fiameni, edizioni Linograf, Cremona 2000.
Montaldi, per la Feltrinelli curò numerosi libri di  politica, letteratura, arte e traduzioni, e pubblicò nel 1960 il fondamentale testo d'inchiesta sull'immigrazione Milano, Corea.

22 dicembre 1969
Caro Pino,

le nostre lettere credo si siano incrociate, poi ho ricevuto l’espresso.
Finalmente ti ho spedito i due pacchi di libri, scrivimi se ti sono arrivati, perché qui io ho tanto di ricevuta. Per i nuovi due che mi chiedi, ti prego di aspettare un po’, perché in questo periodo gli amici della casa editrice Feltrinelli sono piuttosto presi dal fatto di ritrovarsi per i piedi i questurini, come avrai letto sui giornali.
Secondo me, intendono far pagare a Feltrinelli l’opuscolo sul colpo di stato pubblicato questa estate. Poi arriva la stampa estera a confermare, poi l’atmosfera si fa pesante, dopo l’uccisione del poliziotto a Milano e la strage di piazza Fontana, e al solito comincia la caccia alle streghe, e si regolano i conti vecchi, more italico, tirando fuori le liste nere.
Mi chiedo dove intendano arrivare, con arresti di gente che ha vent’anni, incarcerazione di persone come Tolin, salti di anarchici dalla finestra, che questa nessuno l’ha bevuta, né a Milano né altrove. Un clima che mi ricorda molto quello della Francia di prima di De Gaulle, con persone che andavano in galera senza motivo, oppure sparivano del tutto, e polizia e malavita combinati insieme. Una situazione che va seguita giorno per giorno, perché è minacciosa e carica di imprevisti…
A presto,

Danilo

Torna alle altre news >>