Ma volete mettere la gioia dei genitori nel vedere i bambini sorridere quando a loro va a genio, o tranquilli quando si torna a casa dal lavoro e altro non si desidera se non quell´azzeramento dei problemi, e al limite delle altrui esistenze, che siamo soliti chiamare "quiete"? Ma che cos´è la depressione? Quella condizione dell´anima che si registra quando il mondo circostante non ci dice più niente e il mondo immaginifico, quello dei nostri sogni e dei nostri progetti, tace avvolto da un silenzio così cupo e impenetrabile da impedire anche il più timido degli sguardi che osi proiettarsi nel futuro.
Che questa condizione possa ricorrere nell´età adulta e in quella senile, dove il presente talvolta ripete la monotonia del già vissuto e il futuro sembra assumere le cadenze del passato, irrimediabilmente passato, è comprensibile. Ma che tutto ciò accada ai bambini che non hanno un passato da ricordare ma solo un futuro da dispiegare, o agli adolescenti che, con tutto il baccano di cui si circondano, non trovano un motivo per continuare a vivere con quel minimo di gioia che la loro età giustificherebbe, questo è davvero impressionante.
E allora la notizia non è che l´agenzia americana per i farmaci abbia autorizzato l´uso del Prozac per i bambini e per gli adolescenti depressi, ma che la nostra cultura, la nostra civiltà, all´apparenza così piena di stimoli e di sollecitazioni, crei dei bambini e degli adolescenti depressi. Questo ci deve far pensare: l´origine del male, e non l´autorizzazione del rimedio farmacologico che, quando interviene, agisce su un terreno psichico ormai inaridito, e non per irrorarlo e ridargli vita, ma solo per togliergli la sembianza dell´aridità.
Se solo pensiamo che il mondo non parla mai a un bambino direttamente, ma sempre e solo attraverso la mediazione di una parola di cui il bambino si fida, per averla sentita già quando era nella pancia della madre e poi, dopo la nascita, per averla conosciuta come quel veicolo che gli rendeva accessibile il mondo, secondo quei percorsi di fiducia di base che portano ad aprirsi invece che a chiudersi alle esperienze che si incontrano, allora la domanda è: quanto abbiamo circondato questi bambini di parole rassicuranti, come abbiamo fatto con i baci e le carezze di cui li abbiamo riempiti appena sono nati? Quanto mondo è stato veicolato dalla nostra presenza "attiva" che seguiva i loro itinerari di scoperta, rassicurandoli e mettendoli in guardia in modo che potessero apprendere gli itinerari fiduciosamente praticabili e quelli rischiosi nel loro modo ingenuo di essere al mondo? Quanto abbiamo parlato con loro e soprattutto quanto li abbiamo ascoltati? Perché i bambini non crescono come le piante, dove basta un seme caduto in un terreno adatto. I bambini crescono bene solo se si parla tanto con loro, non con una parola precettiva: "fai questo", "non fare quest´altro", ma con una parola curiosa che si intrattiene con loro per scoprire il perché dei loro movimenti, delle loro ideazioni, delle congetture con cui i bambini creano lo schema del loro mondo, in cui noi siamo ospitati come compagni di viaggio nella scoperta del nuovo e non come guide che già conoscono tutte le vie e perciò le indicano senza lasciarle scoprire.
E questo perché un bambino ama se stesso e il mondo che lo circonda attraverso le scoperte che fa e che può comunicare, e non perché segue vie tracciate, che possono essere anche quelle giuste, ma che lui non sente come sue. E allora si ritira in un se stesso non scoperto, come non scoperto è il mondo che lo circonda. E in questa sequenza di ubbidienze cieche, lungo percorsi che non riconosce come suoi, alla fine: o si ribella e diventa iperattivo e allora un po´ di Ritalin, o si chiude in se stesso e si deprime e allora un po´ di Prozac.
Ma purtroppo i farmaci non sono un rimedio sufficiente alla comunicazione mancata. Possono mascherare un sintomo ma non curare il male. E una volta che a un bambino abbiamo fatto mancare la fiducia di base, con cui solamente è possibile entrare con interesse nel mondo e guardare con curiosità il domani, il male è già accaduto e non c´è Prozac o Ritalin che possa porvi rimedio.
Ma per creare la fiducia di base è necessario tempo, tanto tempo da trascorrere con i bambini e, in modi diversi, con gli adolescenti. E quando dico tempo dico "quantità" e non "qualità", come siamo soliti raccontarci, per acquietare la nostra coscienza, quando ai bambini e agli adolescenti dedichiamo poco tempo. E allora la domanda, questa volta davvero drammatica, potrebbe essere: può la nostra società, che sequestra ai genitori tutto il loro tempo, disporre ancora delle condizioni necessarie che consentano la crescita di bambini, se non felici, almeno sereni, o quanto meno non depressi? Questo sistema è ancora compatibile con la nascita e la crescita dei figli? Io credo di no. E allora Prozac, Ritalin e quant´altro per porre rimedio a un male che, diciamolo chiaro e tondo, nella depressione dei bambini non ha la sua origine, ma solo il suo inevitabile e tragico effetto. Questo dobbiamo saperlo per non pensare ingenuamente, ma forse solo ipocritamente, che a tutto c´è rimedio.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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