Che cosa c´è di più curioso e morboso che vedere il nascere, il crescere, l´aggrovigliarsi del pensiero analitico, che ipotizza il desiderio sessuale come primo motore delle vicende dell´anima, intorno alla follia di una donna che trasuda d´amore.
E che cosa c´è di più probabile che scorgere, al di sotto di tutte le differenze teoriche che divisero Jung da Freud, la contesa di una donna che, con la sua seduttività, affascina e crea le divergenze di pensiero. Macchine micidiali per mascherare la semplicità dei desideri.
E invece, nel film di Roberto Faenza, niente di tutto questo, grazie a dio, ma una splendida storia d´amore giocata sul registro platonico che, contrariamente a quanto questo aggettivo suggerisce nell´uso comune, è l´unico registro che, senza esitazione, iscrive l´amore nella follia e rubrica la follia tra i doni più alti che il dio possa concedere.
Nel film Freud non c´è, e quindi il pericolo di risolvere le divergenze teoriche tra Freud e Jung nel desiderio di una donna è scampato. Al posto di Freud c´è Bleuler, il grande Bleuler, ultimo esponente della psichiatria dei manicomi, dove la follia non parla, ma è attutita e resa silente dalle pratiche di contenimento e di costrizione.
Jung, allievo di Bleuler, sostituisce, nella cura con Sabina Spielrein, il metodo della costrizione con il metodo della parola che Freud aveva introdotto. Ma dire «parola» è dire accoglienza, sguardo, sollecitazione del cuore fino a quelle derive dove l´anima e il corpo faticano a riconoscere la loro artificiosa distinzione.
Jung ama Sabina e si perde nell´abisso della sua seduttività, che era il modo garbato con cui Sabina dava espressione alla sua follia, primo grido innocente che antecede tutte le parole e gradatamente sostituisce il grido di disperazione di chi è perso nella notte buia della follia.
Sabina riemerge grazie all´amore, la più antica e sicura macchina di guarigione, ma il suo riemergere si scontra con le convenzioni gelide e rigide che recingono il mondo, a cui Jung apparteneva, della borghesia che, prima di essere una classe sociale, è antropologicamente il regime dell´anaffettività. Qui il gioco si fa duro. I corpi si scompongono. I dubbi lacerano Jung, ma l´abbandono non inabissa Sabina. L´opera è stata fatta. Freud dovrà solo dare al suo fuoco non più incendiario cose buone da riscaldare per nuove fusioni.
In questa storia la psicoanalisi, che è terapia dell´amore, celebra la sua vittoria sulla psichiatria del contenimento e del degrado, ma incontra anche il suo enigma non risolto: che ne è del corpo in una terapia dell´amore? Le regole psicoanalitiche le conosciamo tutti. Ma tutti sappiamo anche che il linguaggio del corpo vien prima del linguaggio verbale, così come sappiamo che la follia, che disarticola tutti i linguaggi verbali, ha familiarità col corpo e le sue movenze espressive.
Per la psicoanalisi affrontare questo problema, il problema del corpo, è urgente, e guai se diventasse il rimosso della psicoanalisi. Meglio forse che resti il suo mistero, come misteriosa è la malattia della mente che Thomas Mann ne La montagna incantata così descrive: «Il sintomo della malattia è un travisamento dell´attività amorosa. Ogni malattia è una metamorfosi dell´amore».
Ma se l´amore è la cura, dove si collocano i limiti dell´amore? Non devono forse raggiungere gli abissi della follia, fin dove questi abissi arrivano, nella loro profondità? Il problema resta aperto e qui forse la psicoanalisi deve aggrovigliarsi nel suo nodo irrisolto.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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