Andiamo in fondo a questa paura degli americani (e anche nostra) e cerchiamo di capire. L´11 settembre non ha determinato solo il crollo delle Due Torri, ma la "possibilità" che le Torri in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo della terra d´Occidente possano di nuovo crollare. La nostra economia e la nostra tecnica, che finora sono stati i capisaldi della nostra sicurezza, hanno mostrato tutta la loro vulnerabilità. Siamo indifesi di fronte all´imprevedibile e, come i primitivi, torniamo ad assaporare quel sentimento da cui, sempre grazie alla nostra tecnica e alla nostra economia, ci pensavamo emancipati.
Sto parlando dell´angoscia che non è la paura. Perché la paura è un ottimo meccanismo di difesa di fronte a un pericolo "determinato". Le sue strategie sono la fuga o l´attacco. L´angoscia è un sentimento paralizzante di fronte a un pericolo "indeterminato", da cui la fuga e l´attacco non ci difendono, perché il pericolo è ovunque e in nessun luogo, può essere in questo momento o in qualsiasi momento. Qui non serve fuggire o attaccare, serve "razionalizzare", serve "capire" perché il mondo s´è fatto per noi minaccioso.
E, non il pericolo determinato, ma la "pericolosità" come minaccia non identificabile, ma ovunque incombente, è ciò che ci attanaglia in quel non-luogo che sono tutti i luoghi, in quell´ora che sono tutte le possibili ore. Questo è l´effetto dell´11 settembre: non un "fatto", che come tutti i fatti la storia si incarica di seppellire, ma la "possibilità" che questo fatto abbia una sua ripetibilità e sia il nostro incombente futuro.
E allora la "razionalizzazione" (e non "l´attacco" che aumenta la minacciosità del futuro) chiede di andare alla radice dell´angoscia, per scoprire se alle volte non è la nostra stessa potenza, la nostra di noi occidentali, così sproporzionata rispetto a quella del resto del mondo ad angosciarci segretamente.
Lanciati nel nostro sviluppo che non avviene a spese di nessuno, perché, già ce lo ricordava Omero: "Nessuno" nasconde sempre il nome di qualcuno, forse abbiamo dimenticato la misura e siamo diventati s-misurati. E magari con qualche colpa se è vero che il nostro stile di vita richiede di raccogliere energia viva dai quattro angoli della terra per restituirla degradata.
Questa è la riflessione che dobbiamo fare se vogliamo fare i conti con la nostra angoscia. Che è lì a dirci, prima del cecchino dietro l´angolo, prima dell´attacco batteriologico, prima di quello atomico, prima dell´attentato terrorista, che forse abbiamo oltrepassato la misura e dobbiamo rientrare nel limite. Rimuovere questo avvertimento dell´angoscia collettiva, non volerlo riconoscere, ci obbligherà a convivere con l´inquietudine che, come un tarlo, roderà dall´interno il nostro benessere, ormai divaricato dalla quiete dell´animo e dalla serenità. Lo diceva già Aristotele in un suo libro di etica: "Chi non conosce il proprio limite, tema il destino".
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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