E' stato assegnato ad Antonio Prete il Premio Speciale alla Traduzione per I fiori del male di Baudelaire. La premiazione si è tenuta a Siracusa il 12 luglio 2003.

La motivazione

Per chi si occupa di poesia, lettore o critico che sia, I fiori del male di Baudelaire sono una pietra d'inciampo quasi obbligata. Non credo che esista nella poesia moderna un altro testo così determinante con cui, prima o poi, bisogna fare i conti. Vale per i lettori, ma, proprio per la forza di coinvolgimento che emana, attrae i traduttori che gli lanciano il guanto di una sfida che ha in sé qualcosa di temerario. Alla temerarietà, non alla sfida, Antonio Prete, non si è sottratto, scendendo sul terreno consapevole del rischio quando ha risposto alla necessità interiore di tradurre e interpretare Baudelaire ed ha intrapreso la traduzione de I fiori del male.
Con le immagini di Baudelaire si sono misurati alcuni dei nostri maggiori poeti, da Bertolucci a Caproni a Raboni, traduttori di vaglia come Luciana Frezza, ma anche poetessa, e Luigi De Nardis, ognuno scegliendo un proprio linguaggio, una propria maniera, cimentandosi con i versi oppure optando per la traduzione in prosa,a riprova della ricchezza suggestiva del testo del poeta francese.
Antonio Prete è un fine interprete di poeti, lo testimoniano i suoi saggi su Leopardi, e altri assaggi di traduzione che ha riunito in un libro intitolato, L'ospitalità della lingua. Il titolo risulta ora emblematico, perché nell'affrontare i versi de I fiori del male egli ha scelto una strada rischiosa: quella di mettere a gara due maniere linguistiche di fare poesia, la francese e l'italiana, e di cercare una equivalenza tra due lingue che, seppure affini, sono così diverse nelle forme poetiche.
La sfida riuscita di Prete si è svolta sul terreno di quella che egli ha chiamato una equivalenza metrica, ossa la riproposizione in italiano di una poesia di altra lingua, ma della forza di quella baudelairiana, conservandone la struttura, rispettando le rime dell'originale, ma soprattutto ricreando il ritmo interno di cui la rima è l'approdo finale. Nella sua traduzione, i versi de I fiori del male non risultano trasposti dal francese all'italiano perché la loro resa di stile è data dalla corrispondenza che Prete è riuscito a realizzare fra una lingua e l'altra.
Per questo la Giuria, dovendo scegliere un lavoro di traduzione in italiano da una lingua del Mediterraneo, ha ritenuto all'unanimità di premiare il lavoro di Antonio Prete, con la consapevolezza di poter affermare che egli ha compiuto con la sua traduzione de I fiori del male un'opera di identificazione in italiano della poesia di Baudelaire.

Sergio Pautasso

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