Cremona - Pare che scappino anche le nutrie, orrende vie di mezzo fra ratto e lontra. L’acqua del Po ora fa schifo anche a loro. Una fogna. Tanfo negro, un tappeto mobile di liquame che va. A Roma governeranno anche i Padani, ma la magra di questa primavera nordafricana in Italia batte tutte le altre. Non per quantità. Si è visto di peggio. Il record è nella qualità. Con la campagna che ha sete e pompa via tutto, il Dio Fiume si è trasformato in cloaca. Rivela impietosamente la deregulation delle acque, i depuratori non fatti, l’arrembaggio del privato.
Annibale Volpi fa il "concaro" a Monticelli d’Ongina, a due passi da Cremona, il punto storico delle magre. Da una postazione speciale presso uno sbarramento, sorveglia il Po nel punto in cui si divide in due. Da una parte il canale navigabile, dall’altra il vecchio meandro che risale a Nord verso la confluenza con l’Adda. "Manca un governo del fiume - brontola - tutti fanno quello che vogliono, irrigano, navigano, inquinano. Tecnicamente, si chiama uso plurimo delle acque". Non dice di più, ma capisci che l’andazzo gli fa orrore. Tra Guastalla e Cremona, dicono, non si parla d’altro. Dicono che piove sempre la stessa acqua, ma sempre più concentrata in periodi brevi, torrenziali e incontrollabili. Dicono che alla fine pagheremo tutto, che arriverà un’altra piena. Ormai ogni anno ce n’è una. Dicono che il fiume puzza di marcio, e che al primo rovescio sarà peggio ancora, perché tutte le porcilaie della Padania verseranno fuori i loro liquami. Di notte, come sempre. Dicono che le bestie negli allevamenti sentono questa siccità fuori stagione.
Alla postazione di Monticelli ieri il livello era 43 centimetri sopra quella già eccezionale del 22 gennaio 2002, quando il fiume quasi immobile gelò, e i boschi golenali divennero di cristallo. Allora la portata cadde a 410 metri cubi al secondo. Oggi è un po' meglio, portata 528, ma il fiume sta peggio, perché tutta la pianura succhia dai pozzi per uso agricolo. Un anno da pazzi, dicono nelle campagne lumbard. Hanno seminato i pomodori in anticipo, poi è venuta la gelata. Ora li hanno ripiantati, ma non c’è acqua. L’hanno presa tutta le risaie. Povero fiume.
Dagli affluenti arriva poco o niente. Tengono solo quelli con i laghi a fare da serbatoio d’emergenza: il Ticino, l’Adda e il Mincio. Gli altri sono ridotti a rigagnoli, comprese le due Dore in Piemonte. Gli affluenti appenninici, poi, zero assoluto. A Pavia il Po è così misero da sembrare lui l’affuente del Ticino. La magra è tale che tre giorni fa hanno dovuto annullare il raid motonautico per Venezia. Fino all’ultimo hanno sperato che piovesse in Piemonte, ma non è bastato. Niente piogge primaverili quest’anno. Per evitare il rischio di incidenti sarebbe occorso un metro e mezzo, due metri in più. Così, domenica è arrivato il segnale rosso e i motoscafi sono tornati a casa via terra. Imperterriti solo i tedeschi. Le crociere da Boretto a Venezia continuano. Gli hotel galleggianti a fondo piatto partono sempre pieni, sono 130 euro al dì, Laguna e San Marco compresi. Intanto, quelli che conoscono il fiume hanno smesso di pescare. Troppo inquinamento. Vengono solo i "foresti". Milanesi, bergamaschi, oppure tedeschi e ungheresi, attirati dalla caccia al leggendario pesce siluro, roba da un quintale. Lo acchiappano meglio quando c’è poca acqua. Lo congelano e se lo portano a casa. Ma qui, dicono i padani veri, nessuno se lo mangerebbe un bestione così, cresciuto a mollo in un merdaio.
In compenso aumentano le spiagge. A Boretto, Ostiglia, Revere compaiono grandi arenili di sabbia bianca, sul lato convesso della curvatura del fiume. E aumenta, anche il turismo domenicale. Un fenomeno nuovo di costume. Plotoncini in mutande con barbecue, sdraio e crema abbronzante. Come ai tempi autarchici del Littorio. Ma con in peggio l’acqua sporca.
Paolo Rumiz

Paolo Rumiz

Paolo Rumiz, triestino, è scrittore e viaggiatore. Con Feltrinelli ha pubblicato La secessione leggera (2001), Tre uomini in bicicletta (con Francesco Altan; 2002), È Oriente (2003), La leggenda dei monti naviganti (2007), Annibale (2008), L’Italia in seconda classe. Con i disegni di Altan e una Premessa del misterioso 740 (2009), La cotogna di Istanbul (2010, nuova edizione 2015; Audiolibri “Emons-Feltrinelli”, 2011), Il bene ostinato (2011), la riedizione di Maschere per un massacro. Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia (2011), A piedi (2012), Trans Europa Express (2012), Morimondo (2013), Come cavalli che dormono in piedi (2014), Il Ciclope (2015), Appia (con Riccardo Carnovalini; 2016), Il filo infinito. Viaggio alle radici d'Europa (2019) e, nella collana digitale Zoom, La Padania (2011), Maledetta Cina (2012), Il cappottone di Antonio Pitacco (2013), Ombre sulla corrente (2014), Gulaschkanone (2017).

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