Gli ebrei americani fuggono da New York. Per la prima volta in oltre un secolo, ci sono meno di un milione di ebrei nella Big Apple, secondo una ricerca pubblicata dalla United Jewish Appeal Federation. Il numero degli ebrei residenti nei cinque grandi "borghi" che comprendono New York City (Manhattan, Brooklyn, Queens, Bronx, Staten Island) è sceso infatti a 972 mila nel 2002. La punta massima fu di due milioni negli anni Cinquanta. Allora, un newyorchese su quattro era ebreo; oggi lo è soltanto uno su otto. Un calo spiegato principalmente con il progressivo esodo degli ebrei newyorchesi negli ultimi due decenni dalla metropoli ai sobborghi, e che si accompagna con un aumento nello stesso periodo delle fasce sociali più povere e dei religiosi ultra-Ortodossi tra la popolazione ebraica di New York. Il fenomeno potrebbe avere conseguenze sulla vita politica cittadina: «Prevedo un parziale declino dell´immagine tradizionale dell´ebreo newyorchese come liberale e di sinistra», commenta per esempio Ed Koch, ex-sindaco di New York e uno dei più autorevoli esponenti della comunità ebraica locale.
Ripresa con grande risalto dalla stampa israeliana, la notizia di questa «fuga da New York» degli ebrei newyorchesi coincide con un altro sviluppo demografico di rilievo: la generale diminuzione della popolazione ebraica negli Usa, dovuta sia al moltiplicarsi dei matrimoni inter-razziali, attraverso i quali gli ebrei perdono la propria identità etnica e religiosa, sia a un rallentamento dell´immigrazione ebraica. Secondo un rapporto diffuso dalla Cbs News, attualmente ci sono 5 milioni e 200 mila ebrei negli Stati Uniti. Questo significa che, con 5 milioni e 400 mila ebrei, Israele è diventato nel 2003 il paese con la più alta concentrazione di ebrei al mondo: un obiettivo che lo Stato ebraico si poneva da molto tempo. «Era dall´epoca del secondo Tempio di re Salomone che inseguivamo questo primato», commenta in prima pagina il quotidiano Haaretz.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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