Londra - Avvertimento ai padri di famiglia: se siete un uomo tutto casa e ufficio, determinato a fare il genitore a tempo pieno senza però rinunciare a una brillante carriera, allora state in guardia, perché rischiate di cadere sotto i colpi della "sindrome di Atlante". Così si chiama, secondo un gruppo di psicologi inglesi, il malessere che da qualche tempo colpisce i "superpapà", la più recente evoluzione della specie maschile, quella categoria di uomini intorno ai quarant´anni che al giorno d´oggi vogliono tutto: un lavoro di successo e un impegno costante con i figli, naturalmente senza trascurare la moglie, magari anche il cane e l´immancabile appuntamento quotidiano con jogging o palestra per sentirsi in forma. Il risultato - ammoniscono gli specialisti - può essere un´improvvisa depressione, scandita da ansia, spossatezza, emicranie. Come Atlante, il dio della mitologia greca costretto da Zeus a portare il mondo sulle spalle, il "superbabbo" si sentirà schiacciato da un peso insostenibile e privo dei formidabili poteri che pensava di possedere.
La "sindrome di Atlante", annuncia la stampa londinese, è stata individuata recentemente dal professor Tim Cantopher e dalla sua squadra di psichiatri alla Priory Clinic, uno degli ospedali più rinomati d´Inghilterra, preferito dalle celebrità che hanno bisogno di curare qualche dipendenza. "Si tratta di una condizione fisica causata da troppo stress", spiega il dottor Cantopher al quotidiano Independent, affermando che decine di uomini si sono rivolti a lui per curare la stessa malattia. "E´ come un ruggente motore che a un certo punto fonde, smette di funzionare". Di colpo, il "superpapà" non se la sente più di fare il padre devoto e nemmeno l´uomo in carriera. Va al tappeto su tutta la linea, senza la forza di rialzarsi.
Brutte notizie per la generazione di uomini cantata da scrittori come Tony Parsons, autore di "Uomo con bambino", un romanzo-culto che ha venduto oltre un milione di copie in Gran Bretagna ed è già stato tradotto in mezzo mondo, descrivendo le gioie (e i dolori) di un padre che vuole (meglio: vorrebbe) appunto tutto: un lavoro gratificante e remunerativo, l´amore coniugale, un intenso rapporto con i figli. "Gli uomini che oggi hanno poco meno o poco più di quarant´anni hanno attraversato un cambiamento sociale impressionante", concorda Jack O´Sullivan, direttore del mensile inglese "Dad" ("Papà"). "Lavorano quanto i loro padri, o anche più duramente, se vogliono mantenere la loro posizione sociale in un mondo sempre più concorrenziale, ma allo stesso tempo sono disposti a fare molto più dei loro padri nelle faccende di casa o nella cura dei figli. Lo stress è pressochè inevitabile".
Gli psicologi della Priory Clinic sottolineano che la "sindrome di Atlante" si accanisce in particolare contro i più forti: quei "superpadri" che, pur avvertendo a un certo punto la fatica, non cedono, insistono, continuano a cercare di fare tutto, in casa e in ufficio. Finché non vanno in tilt. "Programmare computer (il suo lavoro alla Microsoft) di giorno, lavare piatti o cambiare pannolini (il suo lavoro casalingo) di sera, non mi sembrava un problema", racconta uno dei pazienti, Stepehen, 44 anni, padre di tre figli, "ma gradualmente ho cominciato a perdere il sonno, perdere peso, perdere il buon umore. Ho capito che stavo sballando il giorno in cui ho fatto il pieno di benzina al mio fuoristrada, che funziona a diesel. Mentre bruciava il motore della macchina, mi sono reso conto che stavo fondendo anch´io".
Se si vuole trovare un limite alla "scoperta" di questo nuovo malessere della psiche, è che è leggermente maschilista: ovvero si concentra sulla difficoltà dei padri, dimenticando che le madri - da quando la donna è uscita dalla cucina e ha cominciato a lavorare - sono da molto più tempo alle prese con lo stesso problema, ossia far quadrare il cerchio tra impegni familiari e ambizioni professionali. "Ma gli uomini stanno cadendo come mosche", replica il professor Cantopher. Lasciando intendere che le donne sono più forti, più preparate, più capaci di fare l´uno e l´altro; o forse che è più facile aggiungere un lavoro all´impegno casalingo, che il contrario. La cura, in ogni caso, è uguale per entrambi i sessi: riconoscere il male e rinunciare a qualcosa, in casa o in ufficio. Fare semplicemente il padre, o la madre.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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