La Gran Bretagna va incontro al secondo anniversario dell´11 settembre preparandosi al peggio. Ieri mattina Scotland Yard ha simulato un attacco terroristico chimico contro una stazione della metropolitana, la Bank Station, sotto la Banca d´Inghilterra, nel cuore della City, il quartiere finanziario della metropoli. Polizia, pompieri e ambulanze hanno circondato la zona a sirene spiegate, una squadra di soccorritori, chiusi in tute anti-decontaminazione, è scesa nei sotterranei della tube, come i londinesi chiamano familiarmente il metrò, da dove sono risaliti con i corpi di sessanta vittime (in realtà, giovani cadetti dell´accademia di polizia, che hanno partecipato all´esercitazione). All´esterno erano state installate apposite tende per prestare le prime cure, nel più vicino ospedale è entrato in funzione un piano di emergenza, mentre al ministero degli Interni un alto funzionario ha dovuto decidere se ordinare o meno un´evacuazione generale.
"Dobbiamo verificare quale sarebbe la nostra reazione nel caso di un attentato terroristico, nella metropolitana, all´aeroporto Heathrow, ovunque", commenta il ministro dei Trasporti Alastair Darling. La minaccia è seria, forse più di quanto le autorità siano disposte a rendere pubblico. All´inizio dell´estate, il ministro degli Interni britannico Blunkett aveva definito un atto di terrore contro Londra o contro la Gran Bretagna come "una conseguenza logica" dell´impegno preso dal governo Blair a fianco degli Stati Uniti dopo l´11 settembre 2001, ovvero dell´invio di truppe inglesi per liberare l´Afghanistan da Al Qaeda e l´Iraq da Saddam Hussein. Questo fine settimana, tuttavia, il capo della polizia John Stevens ha alzato il tono, descrivendo come "inevitabile" un attacco terroristico contro il Regno Unito e affermando che le sue forze sono in stato di "massima allerta". Il ministro dei Trasporti Darling ha inoltre confermato le indiscrezioni apparse sul Sunday Times secondo cui il governo ha predisposto un piano, denominato "Operazione Sassoon", per evacuare interi quartieri di Londra trasportando la popolazione in zone di campagna nell´eventualità di un attacco non convenzionale.
Oltre 600 poliziotti, vigili del fuoco e paramedici hanno preso parte alla simulazione di ieri nella City, semideserta perché di domenica la Borsa è chiusa. L´esercitazione prevedeva che un gruppo terrorista avesse diffuso nella metropolitana un certo quantitativo di Sarin, il gas usato nel 1995 nell´attacco al metrò di Tokyo che provocò 12 morti e migliaia di intossicazioni. L´allarme per uno scenario del genere a Londra è cresciuto dopo che l´anno scorso la polizia ha rinvenuto dosi di ricina, un potente agente chimico, in un appartamento alla periferia della città. La sostanza sarebbe potuta servire a un attacco nella sotterranea.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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