C’è qualcosa che non mi convince. L’avrete notato anche voi, dopo le immagini sulle alte temperature e il caldo anomalo sui nostri schermi domestici sono apparse nuove immagini. Quelle di alluvioni e di paesi spazzati via nel giro di poche ore di pioggia. La cosa che non mi convince è la faccia dell’ufficiale dell’ aereonautica di turno che ci deve infondere fiducia a ogni costo. Con l’espressione fissa e il tono di voce monocorde cerca sempre di tranquillizzarci dicendoci che no, non si devono fare allarmismi, che in fondo un acquazzone dopo l’estate è la cosa più normale del mondo e che le alluvioni ci sono sempre state in questa stagione eccetera eccetera. Invece io sono andata a parlarne con un mio amico che insegna all’università e si occupa da sempre di ambiente e territorio. Lui è uno di quelli fissati con l’effetto serra, i cambiamenti climatici e compagnia bella. Così seduti in un bar davanti a un paio di birrette gli ho detto che volevo fare un articolo sul giornale a proposito delle alluvioni e di questi metereologi che vogliono a tutti i costi rassicuraci. Ah certo, mi fa lui, le alluvioni ci sono sempre state, ma almeno qui in Europa si è sempre trattato di episodi eccezionali. Mentre adesso parliamo di qualcosa che succede regolarmente ogni anno, e poi mi cita Gregory Bateson, quello della Mente ecologica, a proposito della natura che non può essere beffata, e che illudersi di prenderla in giro è puro delirio. Bateson e questo mio amico ritengono che gli esseri umani siano troppo arroganti e avidi per sopravvivere a lungo sul pianeta. Che le altre specie hanno sempre fatto il contrario di noi, cercando di vivere in simbiosi con l’ambiente e solo noi abbiamo pensato di continuare a sfruttarlo e deturparlo all’infinito illudendoci che non ci si sarebbe mai rivoltato contro.
Io gli racconto di aver letto di un noto scienziato italiano che sosteneva anche lui che non bisogna preoccuparsi, che se le temperature dovessero aumentare pazzescamente noi umani intelligentissimi saremo sempre in grado di produrre ancora più condizionatori d’aria. Così abbiamo cominciato a scherzare un po’ sulla simpatica prospettiva che si annuncia per il nostro futuro, tutti chiusi in qualche metro quadrato di cemento attaccati al nostro più fedele compagno, il condizionatore d’aria.
Be’, a dire la verità, mi ha detto il mio amico, credo che qui non si tratti più di aria condizionata, qui potrebbe succedere che a un certo punto non ci siano più le condizioni per vivere su questa terra. Gli ho chiesto di spiegarmi meglio. Mi dice: Continuiamo a buttare rifiuti tossici nell’aria, a inquinare la terra. E si stanno alzando le temperature dei mari, con i disastri che seguiranno. E bisogna produrre e consumare sempre di più, naturalmente. Hai visto, fanno anche le pubblicità per dirti che consumare è bello e fa bene e bisogna darci dentro il più possibile. Non bisogna pensare nemmeno un secondo ai nostri sprechi, al nostro modo di vivere. Forse, non bisogna pensare, in assoluto, è meglio così, è preferibile, dico. Sì, tutto questo ci sta spingendo verso condizioni ambientali così diverse da quelle dove siamo abituati a vivere che non sappiamo bene cosa potrebbe succedere. Forse gli esseri umani si troveranno di fronte a qualcosa di talmente nuovo che richiederebbe un adattamento altissimo per il nostro corpo, ma in tempi così breve potrebbe essere un grande casino...
Quindi io faccio bene a diffidare di questi ufficiali dell’aeronautica, che ne pensi?
Il mio amico ride, ci tiriamo giù le nostre birrette e ne ordiniamo ancora un paio.
Rossana Campo

Rossana Campo

Rossana Campo (Genova 1963) vive tra Roma e Parigi. Con Feltrinelli ha pubblicato: In principio erano le mutande (1992), da cui il film omonimo di Anna Negri (1999), alcuni racconti nella raccolta a cura di Gianni Celati, Narratori delle riserve (1992), Il pieno di super (1993), Mai sentita così bene (1995), L’attore americano (1997), Il matrimonio di Maria (1998), nato come radiodramma trasmesso da Radio Tre nel gennaio 1997, Mentre la mia bella dorme (1999), il libro per bambini La gemella buona e la gemella cattiva in Feltrinelli “Kids” (2000), Sono pazza di te (2001), L’uomo che non ho sposato (2003), Duro come l’amore (2005), Più forte di me (2007) e Lezioni di arabo (2010). Per i “Classici” ha tradotto e curato Peldicarota (2007) di Jules Renard.

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