Sembrava tutto pronto per annunciare uno storico accordo, ma all´ultimo momento un ostacolo - grande o piccolo, si vedrà nei prossimi giorni - ha guastato la festa. Ieri mattina Tony Blair ha indetto per il 26 novembre prossimo le elezioni che devono creare un´assemblea legislativa autonoma in Irlanda del nord, introducendo la condivisione del potere fra cattolici e protestanti dopo un secolo di conflitti e sei anni di negoziati di pace. Ieri pomeriggio, mentre il primo ministro volava a Belfast per dare l´annuncio ufficiale della svolta, l´Ira (l´Armata Repubblicana Irlandese), braccio armato e clandestino del movimento indipendentista cattolico, ha reso noto di avere compiuto un nuovo "atto di disarmo", distruggendo una parte degli armamenti con cui combatteva contro i protestanti nell´Ulster. Ieri sera, tuttavia, all´accordo è venuto a mancare l´ultimo tassello. Il leader protestante, David Trimble, si è riunito con i suoi consiglieri in una stanza, mentre in quella vicina Blair aspettava nervosamente l´esito dell´incontro. Aspettava anche la gente di Belfast, chiusa nei pub, davanti alla tivù. Alle sei, Trimble è uscito dalla stanza. L´Ira ha fatto un altro passo avanti verso il disarmo, ha detto, ma i protestanti non sanno quante armi siano state distrutte, né dove, né quando. "Il processo di pace non ha la trasparenza che ci era stata promessa", ha concluso. "Mi dispiace, ancora non ci siamo". E ha richiuso la porta.
Ma ha lasciato aperto uno spiraglio. La dirigenza del movimento unionista (cioè favorevole a conservare l´unione con la Gran Bretagna) si riunirà di nuovo mercoledì prossimo: se in otto giorni l´Ira riuscirà a convincerli che la rinuncia alle armi è sincera, concreta, definitiva, l´accordo potrebbe farsi. Blair sembra convinto che sia possibile, e ha detto di essere persuaso della volontà di pace dell´Ira.
Eccessivo ottimismo? Non si direbbe. Dall´inizio del processo di pace, l´Ira ha effettuato due operazioni di disarmo. L´autorità indipendente preposta a verificarle (un ex-generale canadese) le definì "significative", nell´ottobre 2001, e "sostanziali", nell´aprile 2002. Adesso il medesimo alto ufficiale afferma che la distruzione di armi avvenuta ieri è stata "considerevolmente più ampia" che in passato, e ha riguardato ordigni di tipo "leggero, medio e pesante". I protestanti non sono soddisfatti per due motivi. Il primo è che il generale non ha voluto né potuto dire dove, quando, come si è svolto il disarmo, e non ci sono stati altri testimoni. Il secondo motivo è che l´Ira, pur salutando con "favore" la scelta del dialogo pacifico e la rinuncia alla violenza, lascia nel vago il suo futuro: il disarmo sarà completato "non appena sarà possibile".
Ciononostante, il traguardo sembra davvero a portata di mano. Nel corso della giornata, Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, il braccio politico del movimento cattolico, ha espresso "il rifiuto di qualunque uso della forza e delle minacce a fini politici". L´Ira ha approvato questo linguaggio. Quanto ai protestanti, in Nord Irlanda non tutto è come sembra, sottolineano i commentatori politici a Londra: consapevole di avere ottenuto parecchio ma di dover poi "vendere" l´accordo all´ala dura del proprio movimento, il leader unionista Trimble ha assunto un atteggiamento intransigente, grazie al quale nel giro di una settimana potrebbe più facilmente strappare il consenso della fazione ostile a un accordo. Può darsi, insomma, che la "festa" abbia subito soltanto un lieve rinvio. Ma con i processi di pace non si sa mai.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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