Laurent arrivava in ufficio in ritardo: per punizione il capo lo obbligava a indossare una divisa da ufficiale nazista. Marianne era l' unica donna della squadra: i colleghi la chiamavano «fottuta puttana», le mettevano le mani addosso, le collegavano il computer a siti pornografici. Mark non capiva cosa avesse fatto di male: ma i superiori lo avevano soprannominato «fighetta», non perdevano occasione per umiliarlo, gli rovesciavano in faccia tazze di caffè, lo bruciavano con le sigarette. Benvenuti nella City di Londra: il cuore finanziario della terra, dove 300 mila persone guadagnano (per se stessi e per le aziende) la prodigiosa cifra di 23 miliardi di sterline l' anno, 35 miliardi di euro. E dove, rivela la Bbc, gli abusi verbali e fisici, la discriminazione razziale e sessuale, il bullismo, sono il condimento di una ricchezza senza eguali. La tv descrive un impressionante livello di violenza. Sulla base di decine di interviste, la Bbc afferma che il bullismo è molto diffuso e ha spesso conseguenze devastanti. Mark Moore, il broker preso crudelmente in giro e pestato dai colleghi, dopo tre anni di umiliazioni ha tentato il suicidio. Marianne Sorensen, la donna che si è ritrovata nell' atmosfera "macho" di una banca d' investimenti, ha dovuto cambiare mestiere. Chissà quanti tra i giovani che entrano ogni anno nella City londinese, inglesi o stranieri (non mancano gli italiani), hanno dovuto sopportare esperienze simili. Più di metà degli analisti interpellati dalla Bbc dicono di avere subito personalmente episodi di bullismo o di conoscere qualcuno che ne ha sofferti. Il 40 per cento ammette che gli abusi verbali e fisici «sono parte integrante della cultura» della City. Solo il 26 per cento, tuttavia, se l' è sentita di protestare o di denunciare le molestie. Qualche volta, chi si ribella ottiene soddisfazione: Laurent Weinberger, il broker costretto a vestirsi da nazista (i cui nonni sono morti ad Auschwitz), ha ricevuto dall' azienda 100 mila sterline (150 mila euro) di risarcimento in un accordo extra giudiziario. Ma molti sostengono che non c' è niente da fare: «La City è piena di uomini giovani, ossessionati dal lavoro, che si arricchiscono in fretta, finiscono col credersi onnipotenti, e per scaricare la tensione non trovano di meglio che torturare i più deboli», dice un' altra vittima del bullismo. «Se non sopporti il calore, esci dalla cucina», minimizza invece Shaun Springer, un "cacciatore di teste" della cittadella della finanza. «La City è un ambiente darwinista. Il più forte sopravvive. Chi non è all' altezza viene ucciso, e anche in fretta».
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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