Londra - C' erano due tipi di guerra contro Al Qaeda: quella combattuta dagli eserciti con le armi in pugno e quella combattuta con mezzi di coercizione finanziaria per chiudere i rubinetti degli aiuti clandestini al terrorismo e individuare i suoi tesorieri. Ebbene, se il primo tipo di guerra non dà i risultati sperati, anche il secondo incontra serie difficoltà. Un rapporto riservato delle Nazioni Unite, citato dal Financial Times, afferma che una cooperazione inadeguata, vuoti legislativi e mancanza di determinazione politica rallentano gravemente gli sforzi per bloccare i finanziamenti all' organizzazione di Osama Bin Laden. Un uomo d' affari sospettato di raccogliere fondi per il «miliardario del terrore», per esempio, avrebbe mantenuto proprietà e interessi commerciali in vari paesi, tra cui l' Italia, a dispetto delle disposizioni adottate dalla comunità internazionale dopo l' attacco all' America dell' 11 settembre. «Al Qaeda, i Taliban e gli altri gruppi della rete terroristica continuano a essere in grado di ottenere, sollecitare, trasferire e distribuire somme considerevoli», rivela il rapporto, sostenendo che molti degli impegni per combattere il terrorismo assunti due anni fa dai paesi membri del Palazzo di vetro sono rimasti incompiuti. Dopo l' 11 settembre 2001, l' Onu chiese agli Stati Uniti di fornire una lista di persone e movimenti legati ad Al Qaeda: chi fosse comparso nell' elenco sarebbe stato interdetto dal viaggiare e i suoi beni dovevano venire immediatamente confiscati. Soltanto 372 nomi, tuttavia, figurano sinora nell' elenco, quando più di 4 mila individui sono stati arrestati negli ultimi due anni nell' ambito delle indagini su al Qaeda; e soltanto 84 nazioni su oltre 160 hanno fornito fino a questo momento informazioni sulla presenza di persone o società sospette. Il rapporto segnala il caso di Yousef Nada e Idris Nasreddin, direttori di una società finanziaria nota col nome di al Taqwa, che secondo gli Usa è uno dei principali canali di finanziamento occulto di Bin Laden. I due avrebbero interessi e proprietà in Italia e in Svizzera, che nessuno ha provato a confiscare, come prevede invece l' Onu; nel gennaio scorso Nada (che l' anno scorso ha negato qualsiasi coinvolgimento nel terrorismo) si è recato nel Liechtenstein per aprire due società-ombra, violando il divieto di viaggiare dell' Onu. Il rapporto afferma inoltre che numerose associazioni di carità fittizie continuano a operare liberamente per conto di Al Qaeda, e che non viene rispettato l' embargo sugli armamenti nei confronti della rete del terrore.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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