Londra - Massimo stato d' allerta in Gran Bretagna. Segnalazioni che Al Qaeda potrebbe colpire Londra con un mega attentato, forse la settimana prossima, in occasione della visita di Bush nella capitale. Allarmati rapporti dell' Onu secondo cui Osama bin Laden avrebbe messo le mani su armi chimiche o biologiche. Nel giorno del sanguinoso attacco contro le sinagoghe di Istanbul, il mondo capisce con certezza due cose: che il terrorismo ha cominciato un' altra delle sue grandi offensive; e che la prossima mossa potrebbe essere più devastante di tutte quelle precedenti. è quasi una vigilia di guerra, e Londra si sente presa nel mirino. «E' diventata il più importante obiettivo per i terroristi in Europa», aveva avvertito nei giorni scorsi il Risk Control Group, un autorevole centro di studi strategici. L' Europa è l' unico continente finora risparmiato da Al Qaeda, e in Europa l' alleato numero uno dell' America è il governo di Tony Blair: la logica perversa di chi manovra la rete del terrore non è difficile da immaginare. Con George W. Bush che inizia martedì la prima visita di stato di un presidente americano in mezzo secolo nel Regno Unito, la città sul Tamigi è un bersaglio inevitabile. Ma non è solo il ragionamento teorico ad avere provocato lo stato d' allerta, al più alto livello, classificato come «molto serio». Ci sono anche precise segnalazioni dei servizi segreti. Le autorità britanniche non dicono se le informazioni in loro possesso parlano di una minaccia «imminente» o specifica: «Non facciamo mai commenti su questioni di sicurezza». Poi, però, i fatti parlano da soli. Poliziotti con mitra e giubbotto antiproiettile pattugliano le strade di Londra e delle altre maggiori città inglesi. La popolazione viene apertamente invitata a «vigiliare», poiché sarebbe impossibile per le forze dell' ordine fare la guardia a tutti i possibili obiettivi. Nonostante la rafforzata presenza militare, non si avverte tensione: in un tiepido sabato londinese, ieri la gente è andata a passeggio nei parchi, ha affollato grandi magazzini e cinema, il clima era pre-natalizio. Ma sopra Hyde Park andavano e venivano in continuazione gli enormi elicotteri americani che dovranno trasportare Bush dall' ambasciata Usa a Buckingham Palace e a Downing streeet, nei tre giorni della sua visita, un segno del grande nervosismo dietro le quinte. Cinquemila militari e agenti di polizia saranno mobilitati per proteggere il capo della Casa Bianca, oltre a 750 uomini armati del servizio segreto americano: uno schieramento di dimensioni senza precedenti. E' possibile, scrive la stampa britannica, che Al Qaeda abbia svegliato uno dei numerosi «dormienti» di cui dispone a Londra, ordinandogli di prepararsi a un attacco suicida per assassinare Bush. Anche per questo pare che il presidente si sposterà soltanto in elicottero. E c' è il timore che i terroristi possano tentare di approfittare delle imponenti manifestazioni indette da «Stop the war», dall' Associazione Musulmani Britannici, e da altri gruppi pacifisti o contrari alla guerra in Iraq, che scenderanno in piazza per protestare contro Bush. L' arrivo del presidente americano fa di Londra l' occhio del ciclone, ma ci sono preoccupazioni anche altrove. Proprio perché si sente particolarmente minacciata, da tempo la Gran Bretagna si prepara, cerca di difendersi, vigila. Per Al Qaeda potrebbe dunque essere più facile colpire un obiettivo differente, più vulnerabile. Comunque quello che più conta, ammoniscono gli esperti, non è tanto «dove» attaccherà, bensì «come». Un rapporto riservato dell' Onu, di cui ieri i media americani hanno fornito qualche estratto, afferma che Bin Laden è riuscito ad aggirare «l' embargo» e continua a procurarsi armamenti: forse anche chimici e biologici. Le esercitazioni per un attacco chimico contro una stazione del metrò, effettuate in rapida successione a Londra e a Parigi negli ultimi due mesi, non erano evidentemente una coincidenza.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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