La preoccupazione della Nasa è un oggetto scuro che sembra bloccare uno dei lati del robottino Spirit. L’oggetto è forse un pezzo di airbag scoppiato durante la violenta discesa sulla superficie marziana, nella notte tra sabato e domenica scorsi e si trova lì, a pochi centimetri di distanza, come si vede in una delle prime foto inviate a Terra. L’"oggetto misterioso" impedirà al robot di andare in giro per i suoi tre mesi di pellegrinaggio alla ricerca dell’acqua di Marte? O sarà un ostacolo che, alla prova dei fatti, si rivelerà facilmente superabile?
Ma, tanto, Spirit per ora non si deve spostare da dove è arrivato rimbalzando dentro il suo scudo protettivo di airbag. In attesa dell’arrivo, sul lato opposto del pianeta, del rover gemello Opportunity, il 24 gennaio, Spirit pazienterà sul suo piedistallo che lo colloca a 35 centimetri dal suolo, su ciò che resta della struttura con cui è sceso su Marte. Ci vorrà infatti ancora almeno una settimana prima che, come da programmazione, muova i primi passi sulle rocce rossastre del cratere Gusev. Occorre infatti che, dalla base Terra, gli scienziati americani facciano un check-up completo di tutti i macchinari, i software e gli hardware, di Spirit prima di lasciarlo andare nel vasto mondo marziano che si sviluppa in questo cratere gigantesco (150 chilometri di diametro) che forse una volta era un lago.
Da lì, però, il robot ha già mandato la prima immagine a colori ad alta definizione: la Nasa afferma di poterla trattare e diffondere nella notte di lunedì 5 gennaio, che significa la mattina di martedì per l'Europa. Non solo: è riuscita anche una manovra tecnicamente cruciale. Nel suo primo giorno completo di operatività su Marte, infatti, Spirit è riuscito a puntare direttamente la sua antenna principale verso Terra. In questo modo, i collegamenti del robottino con il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena sono diretti, non più mediati dalla sonda americana in orbita attorno al pianeta rosso. Una dipendenza, quella dalla sonda, che rendeva le trasmissioni discontinue, perché potevano avvenire solo quando la sonda transitava sopra il robot.
Finora, inoltre, Spirit aveva utilizzato solo le sue antenne più piccole e meno potenti. Le due cose assieme rendevano un po’ penosi i contatti tra il JPL e il cratere Gustev. Adesso, le comunicazioni permetteranno di inviare una enorme massa di dati. Quelli attesi con ansia dagli scienziati e ovviamente non solo da quelli americani.
Uno dei ricercatori più felici è Matt Golombek, del JPL. Fa parte del gruppo che terrà le comunicazioni dirette con Spirit. Chi è in questo team lavora già con il fuso orario di Marte: con giorni cioè che durano 40 minuti più di quelli terrestri. Per non sbagliarsi, hanno deciso di oscurare le finestre dell’ufficio e quelle di casa, in modo da non essere turbati dalla luce solare. Wendy Calvin, una scienziata entrata nel gruppo, ha un gatto: "Ma in questo periodo andrà a vivere da un'altra parte con mio marito, in modo da conservare il giorno terrestre".
Il team dei "marziani" sta dunque lavorando sul paesaggio attorno a Spirit. Che, oggetto misterioso a parte, non sembra presentare molte altre difficoltà. "Ma potrebbe essere una facilità apparente che nasconde una trappola", commenta il geologo Steven Squyres, della Cornell University, uno dei padri della missione. Squyres, infatti, ha visto dalle prime, abbondanti e chiare immagini inviate a Terra che a 360 gradi attorno al robottino non ci sono grandi rocce che possano ostacolarne il cammino. "Ma - aggiunge - questo potrebbe significare che si tratta di un luogo dove le rocce sono state ridotte in polvere finissima e proprio questa polvere potrebbe bloccare il robot".
Oppure danneggiare qualcuno dei suoi "magnifici sette" strumenti scientifici che gli permetteranno di cercare nelle rocce marziane tracce di un’acqua che, sperano gli scienziati, una volta fluiva libera sul terreno. Sarà un lavoro febbrile, che durerà per tre mesi. Lo stesso farà, sempre sull’equatore marziano ma dalla parte diametralmente opposta di Marte, il gemello Opportunity, se riuscirà ad atterrare con la straordinaria, esaltante precisione di Spirit.
Per ora, tutti si dicono contenti. Anche se in Gran Bretagna, la patria della missione Beagle 2 inviata su Marte dalla sonda europea Mars Express, si è un po' in imbarazzo. Per questa mattina, alle 11, è prevista a Londra una conferenza stampa di Colin Pillinger, capo della missione Beagle 2. Si parlerà dell’oggetto disperso sul pianeta rosso da Natale, annunciando l’ultimo tentativo di riprendere i contatti. Ci proverà Mars Express domani. Se non ci sarà alcun segnale dal suolo marziano, Beagle 2 sarà ufficialmente fallita.
Romeo Bassoli

Romeo Bassoli

Romeo Bassoli (1954-2013), giornalista, ha fondato la pagina scientifica de “l’Unità” e ne è stato responsabile per anni. Ha diretto l’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Oltre ai numerosi saggi di divulgazione scientifica (tra i più recenti, A caccia del Bosone di Higgs, scritto con Luciano Maiani), ha curato una raccolta di fiabe per bambini (Fiabe dalle Asturie, Editori Riuniti, 1989). Con Eva Benelli ha realizzato una ricerca internazionale sulla condizione degli adolescenti (I nuovi adolescenti, Editori Riuniti, 1995). Per Feltrinelli ha pubblicato Portiamo anche i bambini (1997).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>