Gli economisti sono sorpresi: non avevano previsto che se la spesa media di una famiglia italiana è di circa 2.500 euro al mese, uno stipendio di 1.500 euro non basta a coprirla.
Un cenacolo di bocconiani, riuniti d'urgenza dal ministro Tremonti, ha stabilito dopo un'accesa discussione che 2.500 è molto più di 1.500, e i più puntigliosi, dopo accurate verifiche, hanno stabilito che la differenza tra 2.500 e 1.500 è esattamente di 1.000 euro. Il ministro li ha invitati a rifare i conti parecchie volte, suggerendo di applicare anche il tasso di sgravio sul ristorno delle plusvalenze e il gap tra minimum level e majority account, ma il dibattito non ha fatto registrare molti progressi: il risultato era sempre 1.000.
Bisogna prendere atto - ha concluso il ministro, amareggiato - di una spiacevole realtà: le famiglie italiane spendono molto di più di quanto possono permettersi. "Qualche milione di cittadini si è montato la testa", ha confidato Tremonti ai suoi collaboratori, "e se trovo quel coglione che ha innescato questo disastro parlando di 'nuovo miracolo italiano', giuro che gli metto le mani sulla faccia".
È stato dunque varato un Piano di Risparmio Familiare che prevede decise misure di contenimento della spesa privata, essendo la spesa pubblica già ridotta a due sole voci: il pieno di benzina per le ambulanze (il cambio d'olio è a carico dei barellieri) e l'acquisto di gessi e lavagne solo per le scuole private.
Ecco il Piano in dettaglio:

1 Uscire di casa senza portafogli. Accurati studi hanno verificato che il possesso di portafogli incrementa sensibilmente la tendenza a spendere.

2 Riforma del Paniere. Al posto del vecchio Paniere dei prodotti a prezzo controllato, dissennatamente pieno di ogni bendidio (sigarette, pane pugliese, salame, cioccolata, pelati, fusilli, un berretto di lana con il pon-pon e una tanica di benzina), ogni negozio metterà in vendita il Nuovo Paniere Autarchico. Non sarà più di lussuoso vimini intrecciato, molto meglio una scatola da scarpe decorata a mano dagli orfanelli con motivi natalizi. Dentro ci saranno del pansecco, l'ormai introvabile carbone di zucchero, un confetto, un paio di ciabatte e l'invito a restarsene a casa.

3 Controllo dei prezzi. Le pizzerie saranno invitate a offrire, oltre alle tradizionali ma esagerate pizze da menù, anche la Minimargherita, nel comodo formato a spicchio di luna che rende inutile il coperto, la Fredda e Cruda (senza spese di cottura), la Euro (grande come una moneta da un euro), la Crostolona (impasto delle croste avanzate dagli altri clienti) e la Attila, guarnita di soppressata calabrese, fontina, bacon, rognoni, cosce di pollo e panna montata, che costa moltissimo ma costringe a letto per una settimana il consumatore, impedendogli di mangiare e di spendere ulteriore denaro.

4 Tiro della cinghia. Il settore della pelletteria, nevralgico per il Sistema Italia, dovrà ritirare tutte le cinture in circolazione, tappare tutti i buchi col mastice e aggiungerne solo uno, molto vicino alla fibbia, così che la cintura chiusa abbia al massimo la circonferenza di una coscia. Colui che riuscirà a entrare nella sua cintura nel tempo più breve vincerà un ricovero in ospedale.

5 Sigarette. Il Monopolio, oltre a rilanciare le mitiche Nazionali Semplici, fatte con i trucioli, e le Nazionali Esportazione, fatte con trucioli selezionati, intende produrre anche le Mozzicone, raccolte sui marciapiedi da giovani assunti con contratto interinale; le Mozzicone Filtro, formate dal solo filtro; e le Salvavita, fumate una a una dal tabaccaio in vostra presenza. Allo studio anche la vendita delle sigarette sciolte, ancora molto richieste dai reduci della Grande Guerra, dei pacchetti vuoti (si può aspirare l'aroma e leccare la stagnola) e dell'economicissimo tabacco in grammi, da incartare nei biglietti del tram usati sperando che non venga applicata la legge Fini.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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