Prima Unicredito. Poi il Monte dei Paschi di Siena. Adesso Capitalia. Intesa, si dice, seguirà. Le grandi banche annunciano i rimborsi. I clienti - i piccoli naturalmente, gli altri no - rivedranno una parte dei quattrini che avevano dato alle banche per avere in cambio obbligazioni spazzatura. Il soccorso del risparmiatore tradito può diventare un buon argomento nella competizione tra i banchieri: i più svelti e generosi restaureranno meglio l' immagine ferita delle loro banche. Unicredito e Monte dei Paschi vedranno caso per caso, con commissioni di verifica e associazioni dei consumatori. Entrambi sembrano ammettere una colpa. Un passaggio inevitabile per il Monte che, portandosi in casa la Banca 121 e i suoi arrischiati prodotti finanziari, non può evitarne le conseguenze. Una scelta consigliabile per Unicredito che, tuttavia, limita i rimborsi ai bond Cirio senza rating né adeguati prospetti informativi: titoli, insomma, da non proporre alla clientela sprovveduta. Capitalia, invece, fa dell' altro. Rimborsa Cirio, Giacomelli e Parmalat. Un impegno dichiarato di 50-60 milioni di euro. L' eco sui media è alto. L' imbarazzo della concorrenza pure. L' amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, ha infatti stabilito di rimborsare le obbligazioni collocate da consorzi nei quali la sua banca, nelle passate gestioni, aveva o condivideva la guida, mentre negli altri casi rifonderà solo la metà delle perdite. Benché il suo presidente, Cesare Geronzi, sia stato il banchiere italiano più vicino a Sergio Cragnotti e Calisto Tanzi, Capitalia ha avuto la co-leadership con JP Morgan e Unicredito di soli due emissioni Cirio per 300 milioni in tutto. SanpaoloImi, Intesa, Unicredito, Abaxbank, invece, hanno guidato collocamenti assai più impegnativi, soprattutto sul fronte Parmalat. E dunque ben altro sarebbe per loro il salasso seguendo lo schema Arpe. Ma il rimborso presuppone un' ammissione di colpa. E questa limita i casi in cui il rimborso può essere legittimamente invocato. Inserire Parmalat nella lista farà discutere. A differenza dei Cirio bond, i titoli di Collecchio avevano rating positivi, migliori di quelli Fiat. Solo adesso si scopre che erano basati su bilanci falsi. Ed è per questo che l' Associazione bancaria italiana si dichiara parte lesa. Come i risparmiatori. Capitalia, dunque, è una parte lesa che ne rimborsa un' altra anziché esigere assieme dai colpevoli la restituzione, almeno parziale, del maltolto. Ma di questo passo perché non rimborsare anche i bond argentini e tutti gli altri che, presto o tardi, daranno dei dispiaceri?
Massimo Mucchetti

Massimo Mucchetti

Massimo Mucchetti (Brescia, 1953) è oggi senatore della Repubblica. Ha lavorato al “Corriere della Sera” dal 2004 al 2013. In precedenza, era stato a “l’Espresso” per diciassette anni. E prima ancora a “Mondo economico”. Gli esordi furono nel quotidiano in cooperativa “Bresciaoggi”, di cui è stato uno degli amministratori. Per Feltrinelli ha pubblicato: Licenziare i padroni? (2003), un’analisi critica di come i principali gruppi privati hanno sprecato la grande occasione degli anni novanta; Il baco del Corriere (2006), storia dell’evoluzione della proprietà del “Corriere della Sera”, dalla fondazione fino allo spionaggio in via Solferino a opera della security di Telecom Italia; Confiteor. Potere, banche e affari. La storia mai raccontata (con Cesare Geronzi; 2012).

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