«E' la versione delle crociate che piacerebbe a Osama Bin Laden». Questo il verdetto degli storici inglesi sul film che Sir Ridley Scott ha cominciato a girare in una Gerusalemme di cartapesta, ricostruita da zero nel deserto del Marocco. «Kingdom of Heaven» (Il regno del paradiso), co-produzione angloamericana da 130 milioni di dollari con Jeremy Irons, Liam Neeson e Orlando Bloom, narra l' epopea delle crociate fino al 1187, l' anno in cui il Saladino riconquistò la Città Santa in nome dei musulmani. Il regista, autore di alcuni tra i più grandi successi di Hollywood come «Il gladiatore», «Blade runner» e «Alien», presenta la sua ultima opera come «storicamente accurata, un' affascinante lezione di storia». Ma alcuni insigni studiosi, venuti a sapere che nel film il ruolo dei «cattivi» spetta ai Templari, i cavalieri-monaci cristiani, mentre il Saladino fa la parte dell' eroe, non sono per niente d' accordo. «Questo è revisionismo storico della peggior specie, influenzato dall' ansia del politicamente corretto», dice il professor Jonathan Riley-Smith, massima autorità sulle crociate in Gran Bretagna, intervistato dal Sunday Telegraph. «è una tesi da spazzatura, ridicola, che non farà alcun bene ai rapporti dell' Occidente con gli arabi. è la storia raccontata dal punto di vista di Osama Bin Laden. Getterà benzina sul fuoco del fondamentalismo islamico». Riley-Smith, che insegna storia ecclesiastica a Cambridge, sostiene che la trama del film si basa su una visione romantica delle crociate propagata da Walter Scott nel suo libro «Il Talismano» nel 1825, e oggi del tutto screditata dal mondo accademico. «Descrivere i musulmani del tempo come sofisticati e civili, e i crociati come bruti e barbari, non ha niente a che fare con la realtà», afferma il docente. Jonathan Philips, un ricercatore della London University, autore del saggio «La Quarta Crociata e il sacco di Costantinopoli», concorda: «I Templari erano 'cattivi' solo agli occhi dei musulmani, perché costituivano la maggiore minaccia al dominio islamico delle Terre Sante. E venerando il Saladino, che non era migliore di re Baldovino, Ridley-Scott diventa un seguace di Saddam Hussein, il quale aspirava a essere considerato colui che scaccia i nuovi crociati dal Medio Oriente, il novello Saladino». Amin Maalouf, lo storico francese autore di «Le crociate attraverso gli occhi degli arabi», taglia corto: «Di sicuro la crudeltà non era solo da una parte». La polemica sul film di Scott (che peraltro con il suo «Black Hawk Down» sull' intervento militare Usa in Somalia fu accusato di imperialismo filo-americano) trova terreno fertile in Inghilterra, dove il noto conduttore di un talk-show della Bbc è stato recentemente licenziato per avere scritto un articolo intitolato «Che debito abbiamo nei confronti degli arabi?», in cui li accusava di essere «un popolo di terroristi suicidi». Il conduttore ha ricevuto migliaia di lettere di sostegno e sembra che presto trasferirà il suo show su un' altra rete.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>