Non erano «re», e questo passi. Ma non erano neppure uomini, e questa sembra un'affermazione più controversa: la tesi che Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i tre «re magi» della tradizione cristiana, potevano essere donne, non mancherà di destare una certa sorpresa tra i fedeli di tutto il mondo. La Chiesa d' Inghilterra, insomma, ne ha combinata un' altra delle sue, non contenta di bisticciare tra la corrente inglese e quella americana sul diritto dei gay di farsi preti, o forse proprio per distrarre la congregazione da una polemica dilaniante come la sessualità dei sacerdoti, che l' ha recentemente condotta sull' orlo della scissione. Di sesso si parla anche in questo caso, ma inteso soltanto come «maschile» o «femminile». Il Sinodo Generale anglicano, riunito all' arcivescovado di Canterbury per approvare il testo di una nuova raccolta di preghiere, ha ordinato di sostituire la versione inglese canonica dell' Epifania, in cui si parla di «three wise men», tre saggi uomini, con una in cui il terzetto viene identificato semplicemente come «dei Magi», affermando che il termine originale greco, «magos/magoi» era la traslitterazione dell' incarico di alto dignitario alla corte del re di Persia, l' equivalente di «gran ciambellano» o qualcosa di simile; e che dunque non si può escludere che i «ciambellani» in questione non fossero donne. Se non erano «maghe» tutte e tre, riporta la stampa inglese in prima pagina, perlomeno potevano esserlo una o due. L' annuncio ha provocato qualche sarcasmo sulla stampa londinese, e un certo disagio negli ambienti della Chiesa d' Inghilterra. «La leadership della chiesa anglicana», dichiara un alto prelato al Daily Telegraph, «sta diventando ossessionata dall' uso di un linguaggio politicamente corretto. E' talmente desiderosa di evitare di indispettire le femministe che sarebbe pronta a cambiare qualsiasi cosa che possa apparire offensiva». In realtà, gli evangelisti non forniscono cenni precisi sull' identità dei «Re Magi». Il Vangelo secondo Matteo dice soltanto: «Dopo che Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo di Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall' oriente dei Magi, i quali domandavano: "Dov' è il neonato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo"». Il catechismo ha stabilito successivamente che dovevano essere sapienti della Persia o della Media o dell' Arabia Nabatea, studiosi di astronomia, condotti alla culla del Bambino divino da una luce speciale - la cometa per l' appunto, forse una congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci - certo proveniente «dallo Spirito Santo». Giunti alla mangiatoia di Betlemme, i Magi «si prostrarono davanti a lui in adorazione», racconta Matteo, «aprirono i loro scrigni, e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra». Quindi fecero ritorno al «proprio paese», senza specificare nulla di più sulla loro nazionalità, sui loro nomi, o sul loro sesso. Ma ci vuole lo stesso uno sforzo di immaginazione per immaginarli donne.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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