Giovedì 20 maggio la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha festeggiato il suo trentennale nella storica sede di Via Romagnosi, alla presenza del sindaco Gabriele Albertini e di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura: il prefetto Bruno Ferrante, l’assessore Salvatore Carrubba, il Rettore dell’Università Enrico Decleva, il Console della Repubblica del Cile Fernando Ayala, il Console della Federazione russa Aleksnder Nurisave, il direttore dell’Istituto di Storia Sociale di Amsterdam Jaap Klostermann, il segretario generale dello Ialhi Karin Englund , il presidente della sezione italiana dello European Foundation Centre Dario Disegni, i professori Laura Balbo, Bianca Beccalli, Luciano Cafagna, Luigi Cortesi, Franco Della Peruta, Gianfranco Dioguardi, Marcello Flores, Umberto Galimberti, Dante Isella, Tomàs Maldonado, Alberto Martinelli, Alceo Riosa, Michele Salvati, Mario Tronti, Giuseppe Vacca, Salvatore Veca.
Nel suo saluto il sindaco Gabriele Albertini ha sottolineato l’alto profilo del patrimonio archivistico, librario e documentario della Fondazione e il suo essere "un marchio della cultura milanese che esportiamo nel mondo" e "un laboratorio di primaria importanza per le scienze sociale, le discipline storiche, economiche e politiche".
Carlo Feltrinelli, presidente della Fondazione, dopo aver letto i messaggi del Presidente della Repubblica e del Ministro Giuliano Urbani, ha tracciato le linee dei futuri programmi di attività della Fondazione di analisi e di studio dei "i nuovi scenari della geopolitica e dell’economia mondiali, con una attenzione alle interdipendenze, ai nuovi soggetti sociali, alle culture, alle identità, ai linguaggi".
Giuliano Procacci, in una lecture dedicata al contributo dato dalla Fondazione Feltrinelli agli studi storici, ha ricordato la passione e la partecipazione di intellettuali e di giovani storici tra anni ’40 e anni ’50 alla costruzione della Biblioteca e poi dell’Istituto Giangiacomo Feltrinelli. In particolare, ha ricordato le ricerche pionieristiche di Franco Della Peruta sul dibattito politico e culturale nel Risorgimento italiano e il contributo di Luciano Cafagna alla riflessione sul modello di sviluppo italiano e sulla fisionomia della società industriale in Italia. Soffermandosi sui temi del confronto tra le ricerche promosse e avviate dall’Istituto e la cultura della sinistra italiana negli anni difficili della riflessione sullo stalinismo e sulla storia del comunismo, sia italiano, sia internazionale, Procacci ha ricordato il rapporto non sempre sereno ma appassionato tra Giangiacomo Feltrinelli e Giuseppe Del Bo, direttore dell’Istituto, e Palmiro Togliatti.
Tornando sui programmi futuri di attività della Fondazione illustrati da Carlo Feltrinelli, Procacci ha concluso che la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha "le risorse necessarie per iniziare un nuovo ciclo di lavoro e per proseguire quella funzione di stimolo e di elaborazione che ha svolto nel passato senza venir meno alla fedeltà alle sue origini. Il suo passato può essere infatti una solida garanzia per il suo futuro".

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