In vista del semestre italiano di presidenza Ue, la parola Europa, nell´agenda di Berlusconi, occupa un posto di rilievo: dopo Milan-Perugia e prima della seduta settimanale dall´estetista.
L´allargamento dell´Unione a 25 paesi pone il nostro presidente del Consiglio di fronte a un delicato e urgente problema politico: adeguare ai tempi la barzelletta "ci sono un italiano, un inglese, un francese e un tedesco su un aereo che sta precipitando". Verrà aggiornata in questo modo: "Ci sono un italiano, un inglese, un francese, un tedesco, un irlandese, un austriaco,un lussemburghese, un greco, un belga, un olandese, uno spagnolo, un portoghese, un danese, un polacco, un ungherese, un ceko, uno sloveno, uno slovacco, uno svedese, un finlandese, un lituano, un estone, un lettone, un maltese e un cipriota su un aereo che sta precipitando".
Di fronte alla prima stesura della barzelletta allargata, Berlusconi ha espresso forti perplessità sul numero esorbitante dei paesi membri,
chiedendo se non fosse possibile levarsi dai coglioni almeno il lituano e il cipriota, per i quali la battuta preparata dallo staff è piuttosto debole. Durante le prime prove riservate della barzelletta ufficiale di saluto, il presidente del Consiglio ha spesso confuso lo sloveno e lo slovacco, riservandosi di unificarli in uno solo personaggio, una hostess slovacca, figura clou della storiella perché può fare rima, a seconda delle esigenze del cerimoniale, con vacca, con cacca e con baldracca.
Grande preoccupazione alla Farnesina per la foto di gruppo dei venticinque leader: da un´indagine accurata risulta che nessuno dei paesi membri dispone di un leader più basso di Berlusconi. Le soluzioni allo studio sono tre: 1)Allargamento dell´Europa a 96 paesi, contando sulla forte probabilità statistica che almeno uno, per tradizione religiosa, sia governato da un nano. 2) Corrompere un leader di fresco ingresso, tipo l´estone che non conta nulla o il maltese che ancora ignora di fare parte della Ue, per convincerlo a posare inginocchiato. 3) Portare uno sgabello.
Una quarta soluzione, che prevedeva l´adozione dei trampoli per tutta la delegazione italiana, è stata scartata perché i tempi ristretti non consentono un sufficiente allenamento.
Quanto al simpatico gesto delle corna, che allenta le tensioni e contribuisce a creare un clima di cameratismo, è stato suggerito a Berlusconi di non farlo al leader estone, un ex campione di sollevamento pesi alto due metri e sedici e in cura da anni per frequenti accessi di nevrastenia. Meglio evitare anche il premier ungherese, appena abbandonato dalla moglie spogliarellista, e il presidente cipriota, un ex cappellano militare, primo firmatario di una proposta di legge che punta a reintrodurre il delitto d´onore e la castrazione degli adulteri nella legislazione europea.
In attesa di individuare il destinatario dello spigliato gesto d´amicizia, è invece sicuro che Berlusconi farà dono ai venticinque colleghi del lussuoso gavettone firmato Dolce & Gabbana (un condom riempito della nuova eau de toilette ´Goliarde´)e della tradizionale boccia di vetro con neve, raffiguranti Palazzo Chigi, il Colosseo e Frascati, tutti fatti di conchiglie, con la scritta "A me penserai e a Roma tornerai".
Poi ci sarebbe anche il problema della linea politica: sei mesi sono lunghetti, e bisognerà pur dire qualcosa. Al termine di un´approfondita riunione, lo stesso Berlusconi ha stabilito che un tema sicuramente urgente e unificante, in questo momento storico e politico, è quello della sicurezza dei trasporti. Il discorso di insediamento del nostro premier, dunque, comincerà con queste parole: "Su un aereo che non sta precipitando, ci sono un italiano, un inglese, un francese...".
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>