Primavera 2004. Una clamorosa scoperta scientifica muta per sempre le sorti dell´Occidente: in un villaggio ai confini tra Croazia e Serbia, durante i lavori di ripulitura dell´aiuola davanti all´ufficio postale, vengono ritrovate le radici giudaico-cristiane dell´Europa.
Sembrerebbero le normali radici, molto contorte, di un decrepito cespuglio di bosso, ma il giardiniere comunale, appena le tocca, comincia a recitare il Pentateuco, comprese le note dell´edizione critica aggiornata. La popolazione, subito radunatasi attorno al prodigio, dà vita a una vivace discussione filologica sui testi sacri, e nel solco della serena convivenza tra cristiani tipica dell´ex Jugoslavia viene deciso di dirimere eventuali dispute con una sparatoria tra cattolici e ortodossi. La notizia del rinvenimento fa subito il giro d´Europa. A San Giovanni Rotondo, 20 minuti dopo l´annuncio della scoperta, sono già in vendita 50 mila bottiglie di amaro di radici giudaico-cristiane, garantite dal padre priore. Austriaci e polacchi, pur apprezzando l´importante passo avanti nella definizione dell´identità europea, chiedono se la denominazione ufficiale ´giudaico-cristiana´ non possa essere mutata in ´cristiana e un pochino ma solo poco pochino giudaica´. Si mobilitano le Chiese: quella ortodossa raccomanda di non fare avvicinare al Sacro Bosso le donne mestruate perché lo farebbero appassire di colpo. Quella anglicana esprime vivo disappunto per la scadente potatura del Sacro Bosso, rivendica le secolari radici anglicane del giardinaggio europeo e manda in dono alle autorità croate un flacone per il trattamento anti-afidi, un paio di cesoie e il volume ´Il mio roseto´. Bel gesto del Vaticano, il portavoce Navarro-Valls riceve il rabbino di Roma annunciandogli che l´accusa di deicidio che grava sugli ebrei verrà derubricata in percosse aggravate e crocifissione non autorizzata.
Suggestiva la proposta della municipalità di Belfast: collocare le Sante Radici giusto al confine tra zona cattolica e zona protestante, in un apposito bunker circondato di cavalli di frisia e filo spinato. I Paesi Baschi possono fare di meglio: lì ci si scanna tra cattolici e cattolici, quale luogo migliore per ospitare degnamente le comuni radici giudaico-cristiane?
In Italia il governo propone l´istituzione di una Commissione parlamentare d´inchiesta che faccia luce sui rapporti tra titini e comunisti italiani. Il sospetto è che Togliatti, pur sapendo dell´esistenza in Croazia delle radici giudaico-cristiane, abbia taciuto e sia andato al cinema con la Iotti. I padri costituenti europei, sull´abbrivio dei fatti, decidono alcune piccole modifiche della Carta Fondamentale. La Francia verrà espulsa dall´Unione per incompatibilità di carattere con le radici giudaico-cristiane, il 14 luglio dovrà essere abolito dai calendari di tutti gli Stati membri e sostituito dal 13 bis, l´Arco di Trionfo verrà demolito (anche il gran premio di galoppo) e le macerie trasportate in Vandea per costruire una pista di go-kart e una statua di Abramo. Nella Commissione Ristretta che deciderà il futuro del Continente, finalmente restituito alla sua unità spirituale, vengono eletti un luterano, un anglicano, un cattolico, un ortodosso, un ebreo e un valdese. L´unico che non si presenta è il valdese, tale padre Bartleby, che risponde "preferirei di no" e ripara prudentemente in Svizzera. Nel primo giorno di lavoro i Padri Spirituali d´Europa decidono in perfetta concordia che l´8 per mille del reddito potrà essere devoluto agli Stati. Il restante 992 per mille alle Chiese. Il secondo giorno si passa a discutere serenamente gli altri punti. Prende la parola il rappresentante italiano Gianni Baget Bozzo. È l´inizio della Terza guerra mondiale.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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