Quanto influisce sui comportamenti sociali abitare in ambienti orribilmente degradati? Che fare dei mostri edilizi, abbatterli o tentare di renderli meno disumani? Ferve, tra architetti e urbanisti, il dibattito sulle proprietà immobiliari di Silvio Berlusconi.

Ville in Sardegna.
Lo Stile Marzapane reso famoso dalla Costa Smeralda è esaltato, nelle sette ville sarde del premier, dalla scelta di utilizzare non solo i colori del marzapane, ma il marzapane stesso come materiale di costruzione. Alla scarsa tenuta del costosissimo impasto (200 euro al chilo), si è ovviato rendendo portanti i fili dell´impianto stereo, che corrono all´interno dei muri. Ma lo stato di avanzata putrefazione degli edifici, coperti di mosche e assediati dai cinghiali suggerirebbe l´immediato smaltimento in discarica delle ville e soprattutto del loro contenuto: centinaia di letti rotondi con testata in pelle nera e specchiera sul soffitto, detti ´a baldracca´, madie tradizionali sarde con tarlatura fatta a mano da maestranze brianzole, mobili-bar a forma di matrioska dono dell´amico Putin (prima di arrivare alle bottiglie bisogna chiamare una squadra di carpentieri), caminetti artificiali con fiamma al neon dono dell´amico Bush, le camere dei giocatori del Milan con posto-macchina accanto al letto.
Quanto ai giardini di cactus e cascatelle d´acqua, personalmente progettati dal premier con l´aiuto di un vetrinista milanese già espulso dall´ordine dei vetrinisti, si pensa di trasformarli in aborto botanico. La macchia mediterranea si è già costituita parte civile.

Arcore e Macherio.
Unite da una passerella aerea retrattile lunga 16 chilometri, le due dimore di Berlusconi e della moglie signora Lario sono facilmente riciclabili. Quella di Arcore, con le sue 240 stanze tutte uguali (un Picasso, un cesso, termoautonomo, vicinanze tangenziale, 15 minuti da Milano) è già vocata a diventare il classico casermone popolare periferico, tipo Rozzano: basta piastrellare i muri esterni e dotare ogni finestra di panni stesi e antenna parabolica.
La villa biodinamica di Macherio, piena di caprette, ochette, tortorelle, fienili, orticelli e arredi etnici (aratri birmani, giacigli eritrei, water tradizionali tibetani all´aperto) sarà lasciata in affidamento alla signora Lario e trasformata in clinica veterinaria.

Proprietà romane.
Nei suoi 20 traslochi in pochi anni, Berlusconi ha acquistato e rivenduto altrettanti attici affrescati. La ristrutturazione, da lui personalmente curata con l´aiuto di un antennista milanese già espulso dall´ordine degli antennisti, ha previsto la trasposizione di tutti gli affreschi su schermi a cristalli liquidi. Facendo zapping, i Tiepolo, i paesaggi di scuola napoletana, i Mantegna e i trompe-l´oeil neoclassici si alternano a seconda dell´umore del visitatore o dei guasti all´impianto. Nel salone dove il premier riceve i capi di Stato esteri, la Stanza Segantini, è stata applicata una moquette che riproduce le opere più insigni dei macchiaioli, prediletta dalla donna delle pulizia perché le macchie di vino e minestrone si confondono con l´insieme.
L´intervento di recupero degli immobili appare disperato. Si pensa alla bonifica con il napalm, oppure alla vendita in blocco a una cordata di non vedenti.

Palazzo Chigi.
Pochi gli interventi necessari. Basterà rimuovere l´enorme scarpiera con rialzo che attualmente occupa la sala delle riunioni e togliere la Coppa dei Campioni saldata alla mano destra della statua di Alcide De Gasperi.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>