E' la via del vecchio partito Baath quella perseguita da Gino Strada per cercare di liberare gli ostaggi italiani in Iraq. "Se abbiamo capito bene, sino a ora si sono cercati contatti tra i religiosi sunniti, gli Ulema, i nuovi gruppi della guerriglia islamica. Emergency ne prova una diversa. Intendiamoci bene. E' solo un tentativo. Che non intende assolutamente intralciare quelli già in atto", dichiara Carlo Garbagnati, portavoce di ‟Emergency” a Milano. Ieri Strada e il direttore della rivista pacifista online ‟Peace Reporter”, Maso Notarianni, sono arrivati a Bagdad via aerea da Amman con altri due italiani. E verso le 7 di sera hanno avuto il primo incontro con un locale. Si tratta del fratello di Abdul Jabaar al Kubaisi, leader della Alleanza Patriottica Irachena e vecchio ufficiale baathista noto in Italia per essere entrato in contatto durante le manifestazioni a Roma per la liberazione degli ostaggi con il portavoce del "Campo Antimperialista", Moreno Pasquinelli. Allora quest'ultimo aveva annunciato che sarebbe stato forse possibile liberare gli ostaggi se in Iraq fosse giunta una delegazione pacifista. "Al Kubaisi in quel momento non venne preso sul serio. Alcuni ulema a Bagdad lo smentirono. Ma Strada ha perseguito nei contatti, sino a decidere che sarebbe valsa la pena venire a Bagdad", racconta Garbagnati. Per ora Strada e Notarianni mantengono il basso profilo. Non sono andati all'ambasciata italiana, non alloggiano nella villa affittata da Emergency nella capitale, non si sono neppure visti all'ospedale della Croce Rossa italiana, dove si trova ancora il delegato speciale dell'organizzazione Maurizio Scelli. Hanno invece scelto un piccolo albergo defilato, dove attendono di prendere contatto con gli eventuali mediatori. "Una cosa è certa. Non sono pronti a pagare alcun riscatto. Ma, secondo il fratello di al Kubaisi, un medico, potrebbero vedere una persona in grado di metterli in contatto con qualche mediatore per i gruppi della guerriglia. Hanno con loro alcune lettere. Al Kubaisi si trova invece a Ginevra e li aiuta per telefono", aggiunge Garbagnati. Difficile capire la credibilità dei contatti. Dopo le incertezze e il protrarsi dello stallo la cautela è obbligatoria. Per certo il rapporto tra Emergency è il Baath risale solo a poco prima la guerra un anno fa. In precedenza il governo di Saddam aveva criticato l'organizzazione umanitaria italiana per avere aperto dal 1996 due ospedali nelle zone curde controllate dagli Usa. Se la situazione dovesse sbloccarsi si dicono pronti a venire a Bagdad assieme alla delegazione pacifista lo stesso Pasquinelli, il Verde Paolo Cento, il Disobbediente Nunzio D'Erme, il prete no global Don Vitaliano e l'esponente del "Campo Antimperialista" Leonardo Mazzei.
Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi (Milano, 1957), giornalista, segue dagli anni settanta le vicende mediorientali. Dal 1984 collaboratore e corrispondente da Gerusalemme del “Corriere della Sera”, a partire dal 1991 ha avuto modo di andare più volte in Iraq. Da allora ha seguito le maggiori vicende della regione, allargata poi all’Afghanistan, India e Pakistan. Ha scritto Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920) (Giuntina, 1985), Dai nostri inviati (Rizzoli, 2008) e, con Feltrinelli, Bagdad Café. Interni di una guerra (2003).

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