Con l'approssimarsi delle elezioni si intensificano le operazioni cosmetiche con cui ogni lista, soprattutto il listone Ds-Margherita, cerca di mascherare le crepe che la lacerano dall'interno e che rischiano di penalizzarla nelle scelte degli elettori. Sembra che la tattica preferita sia quella che sta dando prova di sé (ma con che risultato?) nel caso della occupazione dell'Iraq. Si tratta cioè, anche qui, di cambiare spregiudicatamente il colore dei caschi e delle divise delle truppe, sempre agli ordini degli stessi generali. Questa volta, il grido "il re è nudo" è venuto dal simpatico capo del gruppo liberale al Parlamento europeo, Graham Watson. La sua intervista al ‟Corriere della sera” (lunedì 7) non ha fatto che confermare ciò che tutti sapevamo da mesi; e cioè che dopo il voto del 13 giugno gli eletti del listone prodiano, almeno quelli in "quota Rutelli", lavoreranno per la costruzione di un nuovo gruppo parlamentare centrista, che di centro-sinistra non avrà più niente, contrariamente a ciò che si fa credere agli elettori italiani che vengono invitati a votare per il listone. Da mesi Prodi e Rutelli stanno discutendo, in modo del tutto pubblico, con personaggi come Bayrou, capo dell'Udf, cioè di uno dei partiti che sostengono Chirac in Francia, in vista della creazione di questo gruppo - che in dichiarazioni mai smentite dello stesso Prodi è stato definito un vero e proprio partito. Rutelli ha un bell'indicare il partito di Bayrou come un partito "di centro", nessuno ci crede. E questa è la prima operazione di tipo iracheno, si dipingono i caschi dell'UdF in blu Onu. Ma in verità i deputati dell'Udf non hanno finora aderito al gruppo liberale (di cui fa parte lo stesso Rutelli) perché lo trovano troppo laico; e perciò vorrebbero costituire un gruppo diverso da quello liberale, nel quale Watson li vorrebbe invece ospitare. Perciò Watson si arrabbia, dà interviste al ‟Corriere”, i prodiani italiani reagiscono smentendolo rudemente, come uno che ha troppa fantasia. Ma la sostanza è questa; il centro-sinistra italiano, nella sua componente rutelliana, sta preparando un nuovo partito di centro europeo, e ritiene il gruppo liberale di Watson troppo laico (possiamo dire: troppo di sinistra?). Che fa, intanto, l'altra componente del listone? Per bocca di D'Alema, dichiara che ciò che si prepara è invece il tentativo di far confluire tutti gli eletti "uniti nell'Ulivo" nel gruppo dei socialisti europei, magari ritoccando il nome del gruppo stesso (di cui manco a dirlo D'Alema dovrebbe essere il nuovo presidente). Seconda operazione "irachena", con lo stesso senso della prima: ridipingere in modo acconcio i caschi dei socialisti europei (ma lo consentiranno?) in modo da poterli mettere in testa anche ai più restii "ulivisti" italiani. Nonostante le apparenze, il listone si mostra così sostanzialmente unito: sia che funzioni la tattica Rutelli, sia che si adotti quella di D'Alema, lo scopo è creare il partito riformista europeo, una nuova grande Dc con tutte le sue componenti tradizionali, e di osservanza vaticana (vade retro Watson!). Sempre meglio che i popolari berlusconiani di oggi. Possiamo anche essere d'accordo. Ma la sinistra, e i voti dei tanti che sceglieranno il listone, che c'entra?
Gianni Vattimo

Gianni Vattimo

Gianni Vattimo (Torino, 1936) è uno dei più importanti e noti filosofi italiani. I suoi studi su Heidegger e Nietzsche hanno avuto risonanza internazionale e, al pari delle sue opere successive, sono state tradotte in varie lingue. Ha curato l’edizione della Garzantina Filosofia (1981). Vattimo collabora con diverse testate italiane e internazionali. Con Feltrinelli ha pubblicato Al di là del soggetto (1981), Il pensiero debole (1990; con Pier Aldo Rovatti) e Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo (2015; con René Girard). Sta pubblicando le sue Opere complete con Meltemi, presso cui è uscito anche Addio alla verità (2009).

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