Gli aerei passeggeri tornano nel mirino di al Qaida. Con un messaggio che risveglia lo spettro dell'11 settembre, l'organizzazione terroristica di Osama bin Laden annuncia dall'Arabia saudita che "tutte le proprietà dei Crociati, le basi, i mezzi di trasporto, e in particolare le compagnie aeree occidentali e americane, saranno un obiettivo diretto delle nostre prossime operazioni, con il volere di Allah". Mentre il nuovo comunicato appare su Internet, fonti diplomatiche indicano che anche l'attacco di domenica sera contro una troupe della Bbc a Riad, in cui un cameramen ha perso la vita e un giornalista è rimasto gravemente ferito, è opera di al Qaeda: la conferma del proseguimento di un'offensiva nel regno del petrolio. E intanto, a Londra, si sparge l'allarme per la possibilità di un attentato catastrofico, un disastro del tipo di quelli descritti nel nuovo film americano "L'alba del giorno dopo": un sabotaggio della più grande diga sul Tamigi, che crollando potrebbe sommergere sotto una cascata d'acqua tutto il centro della metropoli, dal parlamento di Westminster fino alla City. Non è la prima volta, dopo l'11 settembre 2001, che al Qaida minaccia più un attacco contro le linee aeree occidentali. Il caso più recente risale allo scorso Natale, quando numerosi voli tra Europa e America furono annullati per timore di un dirottamento o di una bomba a bordo. L'annuncio di ieri non specifica in che paese dovrebbero avere luogo le "prossime operazioni", ma si concentra sull'Arabia Saudita, da cui il 30 maggio un altro messaggio della rete del terrore aveva promesso di "scacciare tutti gli infedeli" per rovesciare la monarchia, alleata degli Usa, e insediare una repubblica integralista islamica. Il comunicato, che reca la firma di Abdulaziz al Muqrin, capo della cellula di al Qaida nel regno saudita, afferma: "Avvertiamo le forze di sicurezza e le guardie messe a proteggere le sedi dei Crociati e degli americani, avvertiamo tutti coloro che si alleano con l'America e i tiranni del del governo saudita: pentitevi finchè siete in tempo. Musulmani, state lontani dagli americani e dagli occidentali, se non volete diventare anche voi vittime. Saremo innocenti del sangue di chi contraddice le parole di Allah e fa la pace con i nemici di Allah". L'attacco contro la troupe è il quarto in cinque settimane in Arabia Saudita. Nessun dubbio su chi abbia sparato sul cameramen e sul reporter della tv britannica: "Gli stessi fanatici che hanno colpito una settimana fa a Khobar", la città del petrolio dove un commando di terroristi ha ucciso ventidue persone, di cui diccianove stranieri e fra loro l'italiano Antonio Amato, ha reso noto l'ambasciata saudita a Londra. "Lo scopo è il medesimo, spaventare gli stranieri, indurli a lasciare il paese", ha detto un portavoce. La caccia ai responsabili di entrambi gli attacchi va avanti ma finora senza grandi risultati. L'”Evening Standard”, quotidiano della sera londinese, spara la notizia in prima pagina a caratteri cubitali: l'agenzia governativa britannica per la difesa dell'ambiente ha messo a punto piani di emergenza per l'eventualità di un attentato "catastrofico" contro la barriera che regola le maree del Tamigi, a Woolwich, nel sud-est della capitale. Si tratta della diga mobile più grande del mondo, con un'estensione di 540 metri e quattro aperture principali, ciascuna larga 61 metri. Un attentato, secondo gli esperti, potrebbe scatenare una colossale inondazione, sommergendo Westminster, Downing Street, la City e gran parte del centro, con migliaia di vittime e danni per 40 miliardi di sterline (quasi 60 miliardi di euro). Ai fantasmi degli aerei kamikaze contro le Torri Gemelle di New York si aggiunge così l'incubo dell'orologio del Big Ben che spunta sopra una Londra finita sott'acqua. Non sarà soltanto la guerra in Iraq a preoccupare i leader mondiali riuniti da stasera in America al summit del G8.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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