Salire con tempo perfetto lungo lo Sperone degli Abruzzi. Se nelle ultime settimane il problema era stato il freddo e il vento, ieri un sole trionfante ha riscaldato i pendii. Tanto che montare sino ai 6150 metri dal campo base al campo uno è stato possibile per lunghi tratti con la maglietta a maniche corte. Tempo perfetto. Ma restano infiniti problemi. Mentre la maggior parte delle spedizioni, anche le più tardive, si mettevano in moto, più in alto il drappello di punta della "K2-2004, cinquant'anni dopo" vivevano momenti drammatici. "Qui Campo tre a campo base. Non troviamo più la nostra tenda deposito. Tutto il materiale è stato spazzato via dal vento non ne rimane traccia. Che facciamo?", gridava per radio Alessandro Busca, leader tra i nove alpinisti saliti fino a oltre 7300 metri. Un vero dramma. Il lavoro di tante settimane sparito, svanito, scomparso, per un attimo è il panico. L'intera spedizione sembra pregiudicata. Poi i membri di una spedizione spagnola offrono due delle loro tende piazzate non molto lontane da quella dove doveva trovarsi quella degli italiani. Ma è un rimedio solo temporaneo. Oggi anche loro saliranno in alto e avranno bisogno del loro materiale. Inoltre fra gli italiani mancano le muffole, i sacchi a pelo, le tute d'alta quota, i fornelli. Soprattutto questo è un grave problema perché quando si sale in alto occorre idratarsi e dunque si trascorrono lunghi periodi in tenda a far sciogliere neve. La soluzione? Forse solo una, e cioè che chi sta ai campi più in basso si sacrifichi, rinunci alla vetta e si trasformi da alpinista in sherpa, portando ai compagni più in alto il proprio equipaggiamento. Noi, qui dal balcone sul Valtoro di campo uno, ascoltiamo via etere l'incessante incrociarsi di messaggi e di conversazioni. Il dibattito dura tutto il pomeriggio, sono pochi quelli dei gruppi meno forti disposti a rinunciare alla cima. Il capo spedizione vicario, Giuliano De Marchi, alle otto di sera alla fine dice la sua. "Io sono pronto. Porterò su il mio sacco a pelo e i miei materiali ai nostri compagni e poi scenderò subito". Ma molti non sono d'accordo. Intanto le condizioni metereologiche restano ottime. Anche gli Scoiattoli di Cortina si stanno spostando in alto sino ai quasi 7000 metri del secondo campo. La via alla vetta resta aperta
Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi (Milano, 1957), giornalista, segue dagli anni settanta le vicende mediorientali. Dal 1984 collaboratore e corrispondente da Gerusalemme del “Corriere della Sera”, a partire dal 1991 ha avuto modo di andare più volte in Iraq. Da allora ha seguito le maggiori vicende della regione, allargata poi all’Afghanistan, India e Pakistan. Ha scritto Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920) (Giuntina, 1985), Dai nostri inviati (Rizzoli, 2008) e, con Feltrinelli, Bagdad Café. Interni di una guerra (2003).

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