La corte di Cassazione ha sollevato dubbi di costituzionalità in ordine all'automatica assegnazione ai figli del cognome paterno. La questione passerà alla Consulta, la quale esprimerà il suo parere su una questione che non è di piccola importanza, perché investe secoli di storia, di cultura, di credenze mitologiche, filosofiche, religiose. Riferisce a esempio l'antropologo Malinowski che nelle isole di Trobriand, dove non si riconosce al maschio il minimo contributo fisico nella procreazione, a detta delle madri, i figli assomigliano tutti al padre, perché questi, andando a letto con la madre "coagula" il volto del figlio. Il termine kuli, usato a questo proposito significa, infatti, nella traduzione di Malinowski, "coagulare", "plasmare", "dare l'impronta" e quindi il nome. Allo stesso modo in Africa i Dogon che abitano il Mali ritengono che nel corpo del padre si trovi il "disegno" del figlio, i cui elementi si raccolgono nel "buon sangue bianco" che è lo sperma che, nella femmina, fa coagulare la materia informe. Queste credenze primitive acquistano dignità filosofica con Aristotele per il quale: "La femmina offre solo la materia, il maschio la forma. Per cui il corpo ha origine dalla femmina mentre l'anima dal maschio. E l'anima è l'essenza del corpo". Questa concezione la ritroviamo pari pari anche nella narrazione cristiana della nascita di Gesù dalla Vergine, dove la donna fornisce la materia, e lo Spirito (santo) la forma. Gesù infatti, come nelle credenze degli abitanti delle Trobriand, come presso i Dogon, come nella speculazione di Aristotele, è simile al Padre, anzi: "Io e il Padre siamo uno", e la madre ne accoglierà il corpo nel sudario quando lo spirito avrà lasciato la carne. Che dicono queste credenze? Dicono che la distinzione maschile/femminile non fa riferimento tanto al contributo biologico nella generazione, quanto alla differenza tra la "forma", il "tipo", l'"idea", il "modello" di cui il maschio è portatore, e la "materia" di cui la donna è depositaria. La coppia genitoriale "paritetica" nella generazione biologica diventa "gerarchica" nella rappresentazione sociale, per cui il significato di "madre" si risolve in quello di "genitrice", mentre il significato di "genitore" si eleva a quello di "padre". Per questo si celebra "il nome del padre", perché la distinzione maschile/femminile, non è solo "fisiologica", ma è soprattutto "ideologica" perché, separando la riproduzione sessuale da quella sociale, consente di neutralizzare la natura nella cultura che, prodotta dall'uomo, è per ciò stesso il territorio del suo incontrastato dominio. Con l'emancipazione della donna che, grazie agli anticoncezionali, può vivere la sua sessualità non come un destino ineluttabile, ma come una libera scelta, il "nome del padre" può incominciare finalmente a vacillare, perché la donna si è riscattata dal suo corpo e quindi dalla materia in cui era confinata e, al pari dell'uomo, è entrata nella cultura e nella società come creatrice di idee e libere scelte. E se il nome, come nella tradizione che va dai primitivi a noi, è il sigillo dello spirito, anche le donne devono avere la possibilità di trasmetterlo ai loro figli. E questo non tanto perché nei paesi scandinavi e in altri dell'Europa del Nord già esistono dispositivi legislativi che lo autorizzano, ma perché, consentendolo, si riscatta la donna da quella millenaria ideologia che la vuole relegata nella pura materia, vincolata al suo corpo, a sua volta visualizzato solo come corpo di generazione. A meno che, al pari dei medioevali, ancora non si ritenga che la donna non disponga dell'anima, metafora dello spirito, o più semplicemente della persona riconosciuta nella libertà delle sue scelte. Alla Consulta il parere definitivo. Ma chi dovrà decidere sappia che il "nome del padre", che ha regolato l'organizzazione sociale fino ai giorni nostri, non è espressione di diritto divino, ma retaggio di quella mentalità che prevede la supremazia del maschio sulla donna visualizzata come semplice materia. Qui la rotta è da invertire, ma il processo non sarà facile, perché se le nostre donne non portano il burka, forse le nostre idee lo portano ancora.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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