E il corpo di Enzo Baldoni chi lo sta cercando? Visto dall’Iraq viene da rispondere che non lo sta cercando quasi nessuno. Certo non sono stati riaperti i due canali principali, che in aprile furono avviati per cercare di liberare Umberto Cupertino, Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e recuperare il corpo di Fabrizio Quattrocchi: la Croce Rossa, assieme alla Mezzaluna Rossa irachena, e l’assemblea degli Ulema, i capi spirituali del mondo sunnita.
La speranza è nel canale dei servizi segreti italiani, assieme alle squadre speciali Usa. Ma dall’ambasciata italiana a Bagdad rifiutano qualsiasi commento. "Non sappiamo nulla. Non possiamo dire nulla" sussurrano un paio di funzionari, restii a parlare con i giornalisti. E l’ambasciatore, Gian Ludovico De Martino, appena rientrato dalle vacanze, non si fa trovare. Nulla a che vedere con l’attivismo della diplomazia francese e la disponibilità del loro ambasciatore in Iraq Bernard Bajeollet, che non sfugge le domande dei reporter. Anche il nunzio a Bagdad, Fernando Filoni, ribadisce l’estraneità della diplomazia vaticana. "In genere, in queste circostanze agiamo tramite la Chiesa locale. Ma nessuno ci ha chiesto niente", osserva.
Nella sede degli Ulema c’è l’anziano sceicco Hareth Al-Dhari. "Non sappiamo niente del caso Baldoni - dice -. Lo abbiamo seguito sui giornali. Ma nessuno ci ha mai contattato direttamente o indirettamente in merito". Dunque nessun appello degli Ulema per Baldoni, nessun interessamento pratico. Del resto, specifica, "anche se ora venisse chiesto il nostro aiuto non penso che ci muoveremmo, il caso non ci riguarda". Motivo? "Sono state dette tante falsità sulla vicenda dei quattro ostaggi italiani. Si disse che avevamo cooperato alla resa del corpo di Quattrocchi. Ma noi non c’entravamo nulla. Furono contattate dagli italiani milizie che non conoscevamo. In quel periodo incontrammo quasi ogni giorno i rappresentanti dell’ambasciata italiana. E con meno frequenza quelli della Croce Rossa. Poi, conclusa la vicenda, non ci fu neppure un grazie, una visita di cortesia. Non mi pare il modo di fare". È offeso? "No. Ma le indico il motivo per cui preferiamo non avere a che fare con questo nuovo caso".
Sembra inceppato anche il canale della Croce Rossa. Ieri mattina Kamar Al-Janabi, 34 anni, dipendente della Mezzaluna Rossa e responsabile per l’ufficio giovani e volontari, si è recata all’ospedale italiano per ottenere la richiesta ufficiale per avviare le ricerche del corpo di Baldoni. "Ho incontrato l’attuale direttore dell’ospedale, il dottor Ferruccio Modena. Ma mi ha detto che non ha l’autorità per scrivere quella lettera. Dunque noi non possiamo iniziare le ricerche", spiega la Kamar. E chiarisce: "Il convoglio del 19 e 20 agosto, quando fu rapito Baldoni, non era autorizzato dalla Mezzaluna Rossa. Noi non abbiamo responsabilità per ciò che avvenne. Inoltre l’intera faccenda ha assunto risvolti politici delicati, non vogliamo muoverci senza un mandato da parte italiana". Ma si dice "abbastanza certa", che, se mobilitata, la sua organizzazione potrebbe "rintracciare presto i resti di Baldoni".
All’ospedale il dottor Modena conferma l’impasse . "È vero, non ho scritto quella richiesta perché non mi compete. Ma la Mezzaluna Rossa ha per mandato la ricerca delle persone scomparse. Non ha bisogno della nostra lettera per operare". Poi aggiunge: "Noi abbiamo le mani legate. Siamo 27 italiani qui all’ospedale: 22 fanno parte del nuovo contingente arrivato da Roma il 28 agosto. Nessuno può uscire, per motivi di sicurezza. Anche se domani mi dicessero dov’è il corpo di Baldoni, dovrei organizzare con cura il suo recupero e in pieno coordinamento con le autorità centrali della Croce Rossa".
Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi (Milano, 1957), giornalista, segue dagli anni settanta le vicende mediorientali. Dal 1984 collaboratore e corrispondente da Gerusalemme del “Corriere della Sera”, a partire dal 1991 ha avuto modo di andare più volte in Iraq. Da allora ha seguito le maggiori vicende della regione, allargata poi all’Afghanistan, India e Pakistan. Ha scritto Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920) (Giuntina, 1985), Dai nostri inviati (Rizzoli, 2008) e, con Feltrinelli, Bagdad Café. Interni di una guerra (2003).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>