Quattro anni or sono, all'avvento del nuovo secolo, una prestigiosa università americana stilò la lista dei problemi matematici ancora insoluti, ne identificò sette e li ribattezzò "i misteri del terzo millennio", promettendo una ricompensa di un milione di dollari a chiunque ne avesse risolto almeno uno. Sembrava improbabile che qualcuno avrebbe bussato alla porta del ‟Clay Mathematics Institute” di Cambridge, Stati Uniti, per incassare il premio: da oltre cent'anni la comunità scientifica è alla ricerca di una soluzione a quegli arcani quesiti e ogni annuncio di una possibile svolta viene puntualmente deriso e smentito. Eppure i professori di Cambridge potrebbero presto rimpiangere di essersi divertiti alle spalle dei loro colleghi: al congresso annuale della ‟British Science Association”, in corso di svolgimento a Exeter, in Gran Bretagna, si è improvvisamente diffusa la notizia che due dei sette problemi sono stati finalmente risolti. Senonchè, il cervellone che avrebbe trovato la soluzione del primo, "la congettura di Poincaré", è un oscuro matematico russo che per nessun motivo andrebbe a reclamare il milione di dollari; mentre la soluzione del secondo, "l'ipotesi di Riemann", rischia di creare un'ondata di panico sui mercati internazionali. Significherebbe secondo alcuni che tutti i codici criptati sono violabili e che nessuna transazione su Internet, carte di credito e conti bancari compresi, è più sicura. Il panico, in verità, è prematuro. Intanto, la soluzione dei due problemi non è ancora stata ufficialmente certificata. Inoltre, poiché il verdetto non arriverà dal giudice di un gioco a quiz, bensì dalla variegata comunità scientifica mondiale, potrebbero volerci mesi. Infine, trattandosi di problemi talmente complicati che è arduo perfino enunciarli, probabilmente nessuna soluzione convincerà tutti. La matematica, come si usa dire a scuola, non è un'opinione, nel senso che due più due fa sempre quattro: ma a livello di "congettura di Poincaré" e "ipotesi di Riemann" non è così facile formare un'opinione dominante. Ciononostante, l'idea che un ricercatore sia vicino alla soluzione del rebus suscita un'eccitazione senza uguali fra gli esperti: "Quei problemi, per un matematico, sono l'equivalente del Santo Graal", dice il professor Marcus du Sautoy dell'università di Oxford al quotidiano "Guardian", che ieri ha riportato la scoperta. "Molti di noi venderebbero l'anima al diavolo per risolverli". La "congettura di Poincaré" prova a rispondere alla seguente domanda: qual è la forma dello spazio in cui viviamo? Una scienza tridimensionale, che i matematici chiamano "topologia". Colui che avrebbe trovato la risposta è un docente 37enne dell'Istituto di Matematica Steklov di San Pietroburgo: un russo barbuto e introverso, Grigorij Perelman, che ha studiato il problema per otto anni in volontaria e totale reclusione, per poi diffondere poco per volta le sue tesi. Il fatto è che finora Perelman non ha voluto pubblicare il suo lavoro, cosa che sarebbe necessaria per pretendere il milione di dollari offerto dall'università di Cambridge: preferisce tacere, rifugge la stampa, evita convegni e congressi. Come se la felicità della scoperta volesse tenerla tutta per sé. Quanto alla "ipotesi di Riemann", essa spiegherebbe la struttura apparentemente casuale dei numeri primi: i cosiddetti "atomi" dell'arimetica, numeri come il 3, il 17, il 31, divisibili soltanto per uno o per se stessi. Un matematico francese che insegna negli Usa alla Purdue University, Louis de Branges, sostiene di averne trovato la prova. Ma i numeri primi, scrive il "Guardian", sono la chiave della criptografia di Internet: il mezzo per mantenere sicuri e protetti i conti bancari e le operazioni con le carte di credito. Per cui dovrebbe conseguirne che, se il problema è davvero risolto, addio segretezza sul web.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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