Tra gli annunci esposti davanti all'ufficio che distribuisce i biglietti, sotto i portici di piazza delle Erbe, è appeso un foglietto scritto a mano in cui "si vendono eventi" e un altro un cui si cerca "uomo alto e ricco e soprattutto affascinante max età 69 anni", con tanto di cellulare. Che il Festival possa servire anche a trovare moglie o marito è una richiesta eccessiva. Già sarebbe tanto se riuscisse davvero a trovare nuovi lettori. O almeno nuovi acquirenti di libri. Perché non è detto che le due cose coincidano. Anzi. Si possono acquistare libri per lasciarli intonsi sugli scaffali del salotto. Si posso leggere libri senza necessariamente acquistarli. Questo secondo caso interessa per lo più gli Under 25 presenti a Mantova. A sentir loro, si direbbe che c'è una riscoperta della biblioteca e soprattutto che funziona un fitto scambio tra amici. Il che fa pensare che il libro non è più un oggetto-feticcio, come è stato per tante generazioni, ma un oggetto da consumare e poi da restituire al legittimo proprietario. Stefania ha 17 anni, quarto Ragioneria, abita a Virgilio. Legge saggistica, soprattutto filosofica. Ultimo libro, il De Crescenzo sulla filosofia greca. "Mi piace anche la poesia". Cita Neruda, rivela il suo "infinito amore" per Petrarca ("Mi identifico in lui") e precisa: "Non vado mai in libreria, se non li trovo in casa faccio un salto alla biblioteca comunale che ha quasi tutto". Giada, di Como, studia Scienze politiche, è una gran lettrice, non va quasi mai in libreria e ringrazia sua zia di averla accompagnata a Mantova. Il diciannovenne Daniele lavora come cameriere a Roma, ma ha deciso di prendersi una settimana di ferie per venire a Mantova da volontario. Una passione smodata per i gialli e i noir: anzi, soprattutto per i "medical thriller". Circa venti libri l'anno ("Con il lavoro che faccio, mi sembrano già abbastanza"), letture più recenti: Crichton e Brown, con una menzione particolare per Conan Doyle. "Compro libri solo se li trovo a basso prezzo; non posso permettermi di dire che un libro è mio". Francesco, che sta al suo fianco, stravede per la "fantasy" e la fantascienza (Tolkien e Asimov su tutti): "Se incontri gli autori, li vedi e li senti parlare, dopo ti vien voglia di leggerli". Dice di avere scoperto Benni a Mantova, qualche anno fa: "C'è un posto dove i Benni si trovano a 5 euro". E rivolto all'amico: "Se vuoi te li prendo...". L'altro scrolla la testa: "Se sono davvero 5 euro, va bene". Con loro c'è anche Enrico, liceo scientifico di Mantova. Gusti più classici: Calvino e Buzzati li consiglierebbe a tutti: "Poi Follett e Eco, anche se ogni tanto è un po' palloso, però ci ha una mente...". Due o tre libri al mese, ma non per merito della scuola: "I prof ti chiedono di fare la scheda, le analisi, che noia!". Per un ventunenne, non c' è più la scuola a "ingombrare", ma l'università. Andrea, studente di Lettere a Milano ("Quattro o cinque libri al mese tra studio e piacere"), non si limita a Svevo, Pirandello, "molto Calvino e molto Pratolini", ma impazzisce per Borges "e per qualche altro sudamericano". E Brizzi e De Carlo. "Io mi rivolgo all'usato, perché il budget è quello che è, e poi sono un frequentatore di biblioteche rionali". Soldi in libreria? "Pochi", anche per il ventenne Paolo, appassionato di letteratura americana (da Dos Passos a Zadie Smith), secondo il quale "il sistema bibliotecario milanese è formidabile e io mi rifornisco lì". A 17 anni, Giulia dice che dedica tutto il suo tempo libero alla lettura. Ama in ordine sparso: Capossela ("Non è convenzionale"), Tolkien (vera star degli Under 25), Brizzi, Ammaniti, Baricco, la Mazzantini ("Chiara e coinvolgente"), la storia medievale. E compera circa un libro al mese. Ma è un'eccezione. Non è un'eccezione la sua gioia di essere qui a Mantova. Il Festival non delude nessuno. L'incontro vis-à-vis con l'autore gratifica, sollecita domande, incuriosisce. L'impressione è che Mantova sia utile a quelli che già lettori lo sono. Come i volontari di "Spritz", un Collettivo Letterario di Mestre, arrivato qui in forze come il gruppo "Galeotto fu il libro", del Liceo Ariosto di Ferrara. Il prof Fabrizio Fiocchi ha un progetto ambizioso che porta avanti da anni: "Educare alla lettura, consigliando libri che non annoino". Per raggiungere il suo obiettivo, durante l'anno promuove incontri con gli autori, persino durante l'intervallo: una Mantova fatta in casa. Due Giulie, Martina e Isabella sono tra le "galeotte". Leggono di tutto, leggevano già prima di venire a Mantova, ma qui trovano "l'atmosfera che ogni tanto si crea anche a scuola". Cioè? "Quel clima di vicinanza con gli scrittori... Non so come dire...". E con il libro? "Anche, certo, anche il libro, ma i libri costano troppo, è logico che se hai 5 euro vai a prenderti un panino al Mc, perché quello almeno ti riempie lo stomaco".
Paolo Di Stefano

Paolo Di Stefano

Paolo Di Stefano, nato ad Avola (Siracusa) nel 1956, giornalista e scrittore, già responsabile della pagina culturale del “Corriere della Sera”, dove attualmente è inviato speciale, ha lavorato anche per “la Repubblica” e per la casa editrice Einaudi come editor. Ha insegnato Cultura giornalistica alla facoltà di Lettere dell’Università Statale di Milano. Tra le sue opere ricordiamo: la raccolta di poesie Minuti contati (Scheiwiller, 1990), l’intervista con Giulio Einaudi, Tutti i nostri mercoledì (Casagrande, 2001), il romanzo Nel cuore che ti cerca (Rizzoli, 2008), La catastròfa (Sellerio, 2011, premio Volponi), sulla tragedia di Marcinelle; Giallo d'Avola (Sellerio, 2013), Ogni altra vita (il Saggiatore, 2015), I pesci devono nuotare (Rizzoli, 2016), La parrucchiera di Pizzuto (con il nome di Nino Motta, Bompiani, 2017), Respirano i muri (con il fotografo Massimo Siragusa, Contrasto 2018) e il romanzo per ragazzi Sekù non ha paura (Solferino, 2018). Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Baci da non ripetere (1994, premio Comisso per la narrativa), Azzurro, troppo azzurro (1996), Tutti contenti (2003, premi super Flaiano, super Vittorini, Chianti, finalista premio Città di Bari), Aiutami tu (2005, premio Mondello 2006), e il reportage La famiglia in bilico (2001), oltre a l’introduzione a La mite (1997) di Dostoevskij per i “Classici”.

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