Ministro Mirko Tremaglia, lo ha scritto proprio lei, testuale in un comunicato: "Povera Europa, i culattoni sono in maggioranza"...
E che dovevo dire? La lobby dei gay? Io sono italiano.

E in italiano si può dire omosessuali...
Va beh, ma sono un uomo di campagna e dico culattoni. Del resto dalle mie parti una cosa vale l'altra. Mica è questo il problema.

Qual è allora?
È che gli omosessuali, i gay o come li vogliamo chiamare, in Europa sono la maggioranza. Si è visto da come è stato trattato Buttiglione che ha semplicemente cercato di difendere i concetti della famiglia. Perché due uomini che si sposano mica va bene. Così come non va bene, ad esempio, due uomini che vogliono adottare un bambino.

In realtà Rocco Buttiglione ha detto esplicitamente che essere omosessuali è un peccato. Lo crede anche lei?
Questa è una valutazione filosofica e la lascio fare a chi di dovere. Io difendo semplicemente i valori cattolici, quelli che mi hanno insegnato mio padre e mia madre: a casa mia essere omosessuale era una cosa strana, non andava bene.

Ministro, però lei ha usato una parola che ha suscitato un putiferio...
Eh, me lo aveva detto la mia portavoce. Mi aveva detto che ci sarebbero state tante reazioni.

Un putiferio, ripeto. Dicono che lei ha usato un linguaggio da bettola...
E chi lo dice? Quelli che sono tanto popolari? Sono io che sono popolare, visto che nella bettola mi ci diverto.

Da più parti chiedono le sue dimissioni, ministro...
Non hanno di meglio da pensare? Oggi, addirittura, ero alla Camera, dal barbiere della Camera, e ho sentito che in Aula qualcuno stava fermando un dibattito importante come quello sulle Riforme per chiedere notizie sul ministro Tremaglia. Di più: volevano che il governo riferisse su quello che aveva detto il ministro Tremaglia.

Non le sembra giusto?
Mi sembra una perdita di tempo. Sarebbe ben più importante, invece, capire chi ha organizzato questo attacco a Buttiglione.

Lo ha detto lei prima: la lobby dei gay. Che sarebbe questa lobby? E che ne so? Io l'ho letto sui giornali che esiste questa lobby. Mica che li conosco o li frequento. Ma vorrei che, appunto, qualcuno mi spiegasse chi sono.

Pensa che ci sia anche qualche italiano?
Non lo so.

Qualcuno del nostro governo?
Non scherziamo!

Ha visto che il presidente Barroso ha confermato la fiducia a Rocco Buttiglione?
Gran bella notizia, dovrei cambiare il comunicato.

E cioè?
Beh, vuol dire che i culattoni sono tornati a essere una minoranza.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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